Siamo a terra! Il grido d’allarme dei pubblici esercizi

Centinaia di tovaglie stese a terra. Piatti, bicchieri e posate puntualmente disposti, seppur capovolti perché la ristorazione non è più in grado di “accogliere”. Migliaia di persone sedute sull’asfal...

Condividi l'articolo

Centinaia di tovaglie stese a terra. Piatti, bicchieri e posate puntualmente disposti, seppur capovolti perché la ristorazione non è più in grado di “accogliere”. Migliaia di persone sedute sull’asfalto con in mano un cartello: “Baristi”, “Pasticceri”, “Made in Italy”, “Accoglienza”, “Catering”, “Responsabilità”, “Fuori casa”, “Intrattenimento”, solo per fare alcuni esempi. Se un alieno fosse atterrato in Italia il 28 ottobre, avrebbe scambiato il Paese per un gigantesco ristorante a cielo aperto, con 24 piazze allestite di tutto punto, da nord a sud. E invece è l’esatto contrario: il Covid e la seconda ondata di pandemia, hanno messo in ginocchio un settore strategico dell’economia nazionale, che sempre fa intrinsecamente parte del nostro stile di vita.

I decreti d’autunno approvati presidenza del Consiglio dei ministri lasciano un retrogusto piuttosto amaro. Dopo una primavera di saracinesche abbassate, infatti, i ristoratori e il mondo del catering hanno potuto rialzare la testa nei mesi estivi e, per farlo, sono state identificate una serie di regole sulle quali la Federazione ha collaborato con le autorità competenti per garantire la sicurezza sanitaria di avventori e lavoratori. Un invito accolto con entusiasmo dall’intera categoria, con gli imprenditori pronti a investire risorse proprie, nonostante l’azzeramento dei fatturati durante i mesi di lockdown, per poter ricominciare a lavorare e garantire un servizio fondamentale ai cittadini, mostrando di essere disposti a riaprire anche se le entrate non arrivavano neppure a coprire i costi sostenuti. A distanza di 3 mesi, tuttavia, gli ulteriori sacrifici fatti sono stati vanificati: nuove restrizioni, chiusure anticipate dei locali, stop a catering e matrimoni e nuovi incentivi allo smartworking. Il tutto nonostante il CTS, nelle proprie relazioni, abbia dichiarato che quei locali non sono cluster di contagio e in un’Italia orfana di turisti, con 37 milioni di visitatori stranieri in meno nel 2020, pari a un -58%.

[caption id="attachment_182699" align="alignnone" width="709"] #SiamoAterra l’hashtag scelto dagli organizzatori per trasmettere il senso di frustrazione che attanaglia gli imprenditori[/caption]

Troppo, anche per un settore abituato a lavorare e non a protestare. Il 28 ottobre il mondo del fuori casa guidato da Fipe-Confcommercio, la Federazione Italiana dei Pubblici Esercizi, ha dunque deciso di far sentire la propria voce, organizzando una manifestazione ordinata, pacifica e ricca di contenuti in 24 città italiane. #SiamoAterra l’hashtag scelto dagli organizzatori per trasmettere il senso di frustrazione e impotenza che in questo 2020 sta attanagliando gli imprenditori che nelle piazze, oltre ai loro valori e alla loro professionalità, hanno voluto portare anche i numeri della crisi: 300mila posti di lavoro a rischio, 50mila aziende che potrebbero chiudere entro fine 2020, 2,7 miliardi di euro bruciati solo per effetto del decreto di fine ottobre, ai quali vanno aggiunti altri 1,6 miliardi di consumi in meno, determinati dal DPCM del 3 novembre. “Noi oggi siamo a terra ma non ci arrendiamo – ha sottolineato il Presidente della Fipe-Confcommercio, Lino Enrico Stoppani dalla piazza di Milano –. Prima della pandemia davamo da mangiare a oltre 11 milioni di persone ogni giorno e vogliamo continuare a farlo. Oggi ci viene chiesto di sospendere la nostra attività per senso di responsabilità e per contribuire a ridurre l’impennata dei contagi. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, pur sapendo che i nostri locali sono sicuri. Lo sappiamo perché lo dicono i dati e lo sappiamo perché nei mesi scorsi abbiamo investito tempo, risorse ed energie per renderli sicuri. Non siamo untori e rivendichiamo il diritto di lavorare”. Una speranza che non diventa, tuttavia, illusione: i ristoratori sanno bene che fino a quando la pandemia non sarà sotto controllo e il sistema sanitario del Paese non sarà in grado di far fronte ai picchi nei contagi, sarà impossibile un ritorno alla normalità. Ecco perché, a fianco delle rivendicazioni di breve periodo, primi tra tutti un’implementazione dei contributi a fondo perduto, da modulare sulla base dei cali dei fatturati degli ultimi 12 mesi, le richieste degli imprenditori si concentrano sul futuro.

Riduzione del costo del lavoro, esonero dal pagamento delle imposte comunali, Tosap, Cosap, TARI, fino a giugno 2021, incentivi governativi diretti ai proprietari degli immobili per favorire una riduzione dei canoni di locazione. E il blocco degli sfratti, anche per chi in questi mesi ha saltato qualche pagamento.

“Se vogliamo salvare le piccole imprese che sono l’anima del nostro Paese – ha spiegato il vice presidente vicario di Fipe-Confcommercio, Aldo Cursano, ristoratore fiorentino –, l’unico sistema è bloccare l’orologio dei costi di fronte alle entrate crollate e dare la possibilità di poter ripartire quando l’incubo sarà superato. Per poter vivere domani bisogna sopravvivere oggi. I cali di fatturato hanno toccato punte del 70-80%, ma i costi sono al 100%, non sta in piedi un modello così”.

Un concetto chiaro e semplice, alla portata anche del nostro alieno.

Il decreto ristori non basta

15 gennaio 2021 | Redazione

Mentre l’Agenzia delle Entrate ha fatto partire quasi un miliardo di euro dei contributi a fondo perduto previsti dal primo Decreto ristori, l’esecutivo ha lanciato il Decreto ristori bis per fare fro...

The World’s 50 Best Restaurants 2026: Asador Etxebarri conquista il mondo, l’Italia resiste con cinque insegne

05 novembre 2026 | Giovanni Angelucci

Il successo di Victor Arguinzoniz racconta una certa idea di cucina: pochi elementi, ingredienti eccellenti e una tecnica portata a livelli quasi maniacali

Notizie correlate

Osservatorio FIPE-Confcom: tengono le visite (+0,3%), ma cala la spesa reale nel fuori casa

02 novembre 2026 | Redazione

La spesa in valore cresce del +1,7%, ma meno dei prezzi del comparto (+2,9%), determinando una contrazione della spesa in termini reali, mentre l’inflazione generale continua a salire (+4,2%).

Waterdrop, tre nuovi micro-drink per l'inverno con Vitamina C e Zinco

02 novembre 2026 | Redazione

Da gustare caldi, freddi o sparkling la limited collection comprende tre combinazioni dal carattere differente: Cranberry Acerola, Ginger Lemon e Spiced Plum

Dehors, Fipe: “Bene lo schema di riordino, consente programmazione e decoro”

29 ottobre 2026 | Redazione

La Federazione Italiana Pubblici Esercizi accoglie con favore il via libera preliminare del Consiglio dei Ministri. I dehors non sono semplice occupazione di suolo, ma un presidio di socialità, sicurezza e rigenerazione degli spazi pubblici.

Torna Birra di Natale Forst, è la 23ª edizione da collezionare

29 ottobre 2026 | Redazione

La special edition si rivolge a collezionisti, appassionati e a tutti coloro che sono alla ricerca di un regalo di Natale speciale

Team Italia: allenamenti in corso per la Coupe du Monde de la Pâtisserie 2027

26 ottobre 2026 | Redazione

Dopo il bronzo europeo, Marco Deidda, Alessandro Fiorucci e Gabriel Gianforchetti preparano la sfida mondiale di Lione

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 390 Supplemento - Coffee Trend 2027
10 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati