Margherita Zanatta: In amore decido io. Primo appuntamento al bar

Una Margherita Zanatta così in forma, felice e sexy non l’avevamo mai vista. L’ex inquilina del Grande Fratello11 vive, a 33 anni, un periodo molto fortunato, segnato da diversi successi professionali...

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Una Margherita Zanatta così in forma, felice e sexy non l’avevamo mai vista. L’ex inquilina del Grande Fratello11 vive, a 33 anni, un periodo molto fortunato, segnato da diversi successi professionali.
Dopo aver lavorato come conduttrice per Vero TV, recitato nella sitcom La cena dei cretini, oggi è on air con Raffaello Tonon tutte le mattine, dalle 7 alle 9, su Radio Novella 2000, scrive su Urban Post e il settimanale Visto (cura la rubrica La Grande Sorella), inoltre la vediamo spesso come opinionista a Pomeriggio Cinque da Barbara D'Urso. Sempre solare, gioiosa e disponibile, in questa chiacchierata ci parla del suo amore per la molecular mixology, della sua prima sbornia, dei suoi locali del cuore e…

Se ti dico …bar?
Credo che il bar sia la location migliore per sedurre un uomo. In amore, l’approccio conta moltissimo e il primo appuntamento lo fisso sempre al bar perché nonostante sia estroversa e socievole, un drink aiuta sempre a creare un’atmosfera di maggiore intimità.
Detto ciò, sono un'assidua frequentatrice, soprattutto per l’aperitivo! Lo ammetto, solo di recente ho scoperto la molecular mixology e me ne sono innamorata. I cocktail molecolari hanno un gusto e un’estetica sorprendenti perché la struttura degli ingredienti viene modificata con l’aiuto di reazioni molecolari e gelificazioni provocate da fibre vegetali, alghe marine o sostanze come il bicarbonato di sodio, l’azoto liquido o il ghiaccio secco. Insomma, il bar in questi casi diventa un laboratorio.

Ti ricordi la prima sbornia?
Indimenticabile! Ho 16 anni e mi trovo in vacanza con la famiglia in un villaggio turistico. Ebbene, quel giorno fisso un appuntamento notturno con un ragazzo tedesco che mi piace molto, in partenza il mattino successivo. A cena, però, vengo coinvolta dagli altri ragazzi del gruppo in una serata alcolica, una bravata tipica di quell’età. Risultato? Anch’io, per la prima volta nella mia vita, bevo svariati bicchieri di vino. Con ovvie, evidenti e inevitabili, conseguenze. La farò breve: quando tutta barcollante torno in stanza per sistemarmi prima dell’incontro galeotto, mi sorprende mio padre e, constatata la mia poca lucidità, mi chiude in stanza portandosi via la chiave. Ebbene, quel fanciullo è uno dei miei pochi rimpianti!

Parliamo di ristoranti. Che cosa cerchi e, al contrario, cosa infastidisce?
Detesto i ristoranti troppo sofisticati, quelli dove regna un silenzio assoluto e quando alzi un poco la voce ti sentono tutti. Preferisco le trattorie semplici, magari a conduzione familiare, con cibo di qualità e ambiente conviviale. Inoltre, non sopporto i camerieri insofferenti e svogliati nel servizio, perché al ristorante desidero essere coccolata e vivere un’atmosfera di armonia. E ancora: mi snervano le lunghe attese.

I tuoi locali del cuore?
A Milano i miei bar del cuore sono il Ginger, il 1930, il Doping Bar e il Sofa Cafe: mi piacciono perché vi si respira un clima famigliare, tra luci soffuse e libri da leggere. Quanto ai ristoranti, ho un debole per l’Osteria Conchetta, un locale semplice con foto di Milano e bottiglie di vino alle pareti; per la celebre Osteria del binari e per Dal Baffo, in via Lecco, un ristorante pizzeria dove le porzioni sono abbondanti e il personale e i proprietari molto cortesi.

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