Birra, la ripresa premia le artigianali

Certo, i volumi sono ancora piuttosto limitati, ma il fenomeno ha ormai acquisito il carattere della concretezza e della stabilità: le birre artigianali continuano la loro crescita, incassando nell’an...

Condividi l'articolo

Certo, i volumi sono ancora piuttosto limitati, ma il fenomeno ha ormai acquisito il carattere della concretezza e della stabilità: le birre artigianali continuano la loro crescita, incassando nell’anno mobile compreso tra ottobre 2016 e settembre 2017 un incremento dei serving, ovvero delle consumazioni, pari all’1%. A dirlo sono i dati elaborati per Mixer da NPD Group che certificano un risultato più che positivo, spinto dalla sempre più diffusa tendenza a preferire tutto ciò che è fatto in casa, prodotto con ingredienti naturali e genuini. Il risultato appare però come una voce fuori dal coro. «In uno scenario complessivo in cui i consumi fuori casa recuperano rispetto agli anni bui della crisi e segnano un progresso del 1,3% in termini di visite – afferma Matteo Figura, responsabile Foodservice NPD in Italia –, i serving di birra industriale nella ristorazione commerciale hanno subìto un calo di 0,2 punti percentuali nel confronto con il periodo compreso tra ottobre 2015 e settembre 2016, passando da un’incidenza del 7,3% sul totale delle consumazioni all’attuale 7,1%. Il che, tradotto in cifre, significa aver lasciato sul terreno qualcosa come 20 milioni di serving. Principale imputato di questa flessione è il canale del servizio completo – il format tradizionale della ristorazione che rappresenta il più importante per la birra in termini di volumi –, che accusa una perdita più che doppia rispetto ai dati complessivi dei consumi brassicoli: in questo caso infatti la contrazione raggiunge quota 0,5 punti percentuali, tanto che l’incidenza dei consumi legati alla birra nel servizio completo passa dal 23,1% all’attuale 22,6%».

LE CAUSE DELLA FRENATA

Alla base di questo rallentamento vi sono principalmente due fattori. Il primo rimanda a una complessiva dinamica del mercato. «Il contributo maggiore all’incremento registrato dall’ohh – spiega Figura – proviene da momenti e occasioni di consumo che tradizionalmente poco hanno a che fare con bionde & brune. A crescere negli ultimi mesi è stata soprattutto la fascia oraria del mattino, che naturalmente ben poco incide sulle vendite brassicole. Per contro, va detto che la fascia oraria più significativa per la bevande al luppolo, la cena, è quella che più fatica a intraprendere la strada della ripresa. Ma non è tutto. Ad aprire di più il portafoglio rispetto al passato, infatti, sono state le famiglie, che non rappresentano certamente il target d’elezione per la birra». La seconda causa all’origine del calo registrato dal settore si lega invece al mutamento della propensione ai consumi. «Chi frequenta bar e ristoranti – continua il manager – tende a non scegliere più la birra come in passato. Certo, va detto che la conseguente flessione dei consumi delle marche industriali è stata in parte compensata da quella dell’offerta artigianale. Ma il saldo è lontano dal pareggio».

LE STRATEGIE DI RECUPERO

Come reagire, allora? «Cavalcando l’onda del gradimento riscontrato da produzioni di nicchia – suggerisce Figura –, i ristoratori, i più penalizzati dalla frenata dei consumi, potrebbero introdurre nei propri menu birre di alto livello, attualmente di rado presenti nelle proposte dei locali. Non necessariamente questo approccio si deve tradurre nell’adozione di bevande artigianali, ma può portare ad includere nelle “cantine brassicole” marche premium, dal posizionamento alto: penso, per esempio, alle trappiste del Belgio che, pur essendo un prodotto industriale, godono di un percepito esclusivo presso i consumatori».

LE PROSPETTIVE

Il futuro promette comunque buone notizie per la birra. «Nei prossimi mesi – anticipa Figura – il mercato del fuori casa continuerà a mettere a segno risultati di crescita, con riflessi positivi anche sul comparto brassicolo. Occorre però lavorare sul cambiamento di consumi in atto: i segnali che abbiamo fin qui evidenziato sono infatti allarmanti». Per contrastarli, occorrerà ampliare e innovare l’offerta, magari introducendo declinazioni adatte ad essere gustate durante il pranzo, una fascia oraria in cui al momento si concentra una parte poco significativa dei serving di birra. E che invece pare essere destinata a una buona ripresa nel corso dell’anno.

Il consumo di birra industriale per età

18-24 anni 13 25-34 anni 20 35-49 anni 39 +50 anni 28

Il consumo di birra industriale per sesso

Uomini 61 Donne 39

Il consumo di birra industriale per fascia oraria

Pranzo 17 Merenda/snack pomeridiano 4 Aperitivo 10 Cena 60 Spuntino serale 9

Il consumo di birra artigianale per età

18-24 anni 17 25-34 anni 28 35-49 anni 33 +50 anni 22

Il consumo di birra artigianale per sesso

Uomini 62 Donne 38

Il consumo di birra artigianale per fascia oraria

Pranzo 15 Merenda/snack pomeridiano 4 Aperitivo 14 Cena 53 Spuntino serale 14

Fonte: The NPD Group / Crest Italy. Dati in %

La birra? I netsurfer amano la bionda

Hand pump, la birra piace “all’inglese”

Groupon: le novità in serbo per i ristoratori

17 aprile 2018 | Redazione

Opportunità studiate su misura per i clienti. E in particolare per i ristoratori, che grazie ai 9 milioni di coupon distribuiti in 7 anni di attività (su un totale di 36 milioni), rappresentano una de...

The World’s 50 Best Restaurants 2026: Asador Etxebarri conquista il mondo, l’Italia resiste con cinque insegne

05 novembre 2026 | Giovanni Angelucci

Il successo di Victor Arguinzoniz racconta una certa idea di cucina: pochi elementi, ingredienti eccellenti e una tecnica portata a livelli quasi maniacali

Notizie correlate

The Bartenders Society 2026: vince il danese Caspar Mønniche

05 novembre 2026 | Redazione

Il bartender danese ha trionfato a Bordeaux un anno dopo il secondo posto, superando i finalisti di 17 Paesi in una competizione dedicata alle spezie

Nordés, la terza edizione di The Atlantic Magic Collection in onore della Galizia

05 novembre 2026 | Redazione

La nuova limited edition celebra il sapere tramandato di generazione in generazione che ha plasmato l'identità delle coste galiziane

Coppa Casoni: parte la terza edizione con il tema “Roots”

03 novembre 2026 | Redazione

Le tre tappe italiane si svolgeranno a Torino il 9 novembre, a Firenze il 16 novembre e a Lecce il 24 novembre. La finale si terrà il 15 dicembre a Roma

Molinari Extra Challenge, la sambuca conquista la mixology internazionale

30 ottobre 2026 | Vittorio Ferla

Vince Pietro Iacca, dell’Old Fashion di New York, con il cocktail “Anima”. Marina Manfredi, marketing manager Molinari: «La Challenge è un investimento nella relazione con i bartender, non un evento isolato»

Odamar: arriva a febbraio la bevanda per la miscelazione ispirata alla chicha morada

30 ottobre 2026 | Giorgio Maggi

Nato da un'idea di Marco Zorzettig, la base è formata da mais morado sgranato a mano, una piccola percentuale di orzo maltato e un blend di spezie. Il risultato è una bevanda alcolica da 14% vol

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 390 Supplemento - Coffee Trend 2027
10 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati