Fra le numerose norme igienicosanitarie che regolano l’attività dei pubblici esercizi, nessuna
fa riferimento ai tatuaggi. «Non esiste una normativa sul tema, a livello regionale o nazionale - conferma Adriano Giancarlo Strada del Dipartimento di Prevenzione Medico Igiene e Sanità Pubblica dell’ATS della Città Metropolitana di Milano - né sono state recepite leggi europee». L’unica implicazione «può essere legata alla presenza di ferite o infezioni cutanee causate da un tatuaggio appena fatto, che in base alla legge - e al buonsenso - vanno adeguatamente coperte quando si lavora a diretto contatto con il pubblico e gli alimenti».
Tatuaggi, spopolano anche tra chef e bartender
Stoppani (Fipe); il tatuaggio non è ancora universalmente accettato
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