Barbara Mutti, consulente TradeLab, ha spiegato che quella dei grossisti è una filiera complessa ed articolata, fatta di tanti attori in competizione fra loro.
Al di là degli operatori del fresco/freschissimo (che non sono stati considerati dalla ricerca), TradeLab stima in 4.696 i grossisti trattanti food and beverage.
Il 45% si occupa principalmente di food, il 37% di beverage, il 10% di sweet (dolci) e il restante 8% può essere definito multispecializzato perché non ha una merceologica primaria ben definita. A livello di canale il 59% è specializzato nel fuori casa.
Secondo i dati presentati dalla consulente il mercato dei grossisti negli ultimi due anni ha avuto un tasso di crescita del 5%, il che significa, dato l’aumento dei prezzi, una sostanziale stabilità. Nel settore è proseguito il trend di razionalizzazione, con le aziende di minori dimensioni in maggiore affanno e la diminuzione dei grossisti non specializzati.
Il fenomeno dell’associazionismo è in lieve aumento: il 50% dei grossisti beverage è oggi associato a gruppi o consorzi; nel food lo è solo il 10%.
A livello di fatturato, Tradelab stima il valore del mercato dei grossisti food and beverge oltre i 14 miliardi: il 54% deriva dalla vendita di food, il 35% di bevande, il 10% di dolci. Gli specializzati fuori casa hanno delle performances migliori degli altri e sono aumentati del 15% negli ultimi due anni.
I bar hanno operato una selezione dei loro fornitori e aspirano ad avere un unico referente o, almeno uno che sia prevalente. Attenzione: se gli esercenti non trovassero soddisfazione in questa loro aspirazione, potrebbero decidere di rivolgersi ai Cash&Carry che per assortimento possono puntare ad avere questo importante ruolo di fornitore completo.
Da TradeLab una nitida fotografia del mercato della distribuzione fuori casa.
Barbara Mutti ha scattato la fotografia del settore con un intervento sui grossisti away from home
Egidio Ottimo è intervenuto sulle tendenze in atto nel settore e sulle opzioni strategiche degli operatori della filiera.