Il commercio mondiale degli spirit attraversa una fase più complessa rispetto agli anni della grande crescita post-pandemica. Beverfood analizza i dati più recenti sull'export internazionale, evidenziando un rallentamento in diversi mercati e una frenata particolarmente evidente negli Stati Uniti. In questo scenario emerge però un'eccezione significativa: il vermouth italiano continua a mostrare performance positive, confermando il buon momento vissuto dalla categoria sia nei consumi diretti sia nella mixology internazionale. L'aspetto più interessante è che il vermouth sembra beneficiare contemporaneamente di più tendenze. Da un lato cresce l'interesse per aperitivi e consumi low ABV, dall'altro molti bartender stanno riscoprendo prodotti versatili e facilmente integrabili nel servizio quotidiano. Non è un caso che vermouth & soda, spritz alternativi e cocktail a bassa gradazione stiano tornando nelle carte di molti locali. Il dato racconta anche una lezione più ampia: mentre alcune categorie premium soffrono il rallentamento dei consumi, i prodotti capaci di presidiare più occasioni di consumo tendono a mostrare maggiore resilienza. Nel beverage, oggi, la flessibilità può contare quanto il prestigio.