Gianfranco Bortolotti, CEO di Media Records, guarda dall'alto il mondo che evolve soprattutto grazie alla piattaforma gfb.guru. “Il discografico è colui che si è trovato impossibilitato a difendersi dall'aggressione dei management e che ha dovuto scendere a compromessi riorganizzandosi totalmente o costretto a diventare lui stesso manager. Non avendo più diritti, il discografico è un animale preistorico che sta per estinguersi a causa del grande cambiamento. Internet ha cambiato tutto. Molti si sono improvvisati manager, questo mentre i dj, passando da etichetta a etichetta, hanno demolito le case discografiche. La mia idea non è prendere per mano i nuovi artisti e curargli il booking o farne speculazione, voglio innanzitutto esclusività da chi si farà seguire con cura dal sottoscritto”.
I talent scout non sembrano estinti. “Gli A&R saranno i nuovi discografici a si organizzeranno con subalterni, con grafici, con produttori di contenuti, e saranno in grado di dare uno sfogo a un nuovo movimento. Aumenteranno di numero”, prosegue Bortolotti. “La classica casa discografica è una meteora che si è schiantata sulla terra frammentata in piccole etichette, indipendenti o vanity. Alcune resistono ma dipende dal territorio. Negli Usa c'è una storia, in Europa tutto è finito. Nella dance si parla poco di Regno Unito, che è un vero territorio, e si parla molto di Olanda, che è un territorio non-territorio”. Il nuovo mondo? “È popolato da ragazzini che fanno un brano in due giorni e lo uploadano diffondendolo senza coscienza ed autocritica, tentando di affermarsi emulando le gesta di grandi dj”.
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