Gara Consip, Fipe: un tranello a bar, ristoranti e dipendenti pubblici

“La realtà, purtroppo, è assai più amara di quanto Consip voglia far credere: il vecchio vizio di far pagare gli sconti agli esercenti non è ancora tramontato, nonostante le ripetute promesse”. Così A...

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“La realtà, purtroppo, è assai più amara di quanto Consip voglia far credere: il vecchio vizio di far pagare gli sconti agli esercenti non è ancora tramontato, nonostante le ripetute promesse”. Così Aldo Cursano, vicepresidente di Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, commenta la conclusione della gara Consip per l’aggiudicazione delle forniture di buoni pasto nella PA.

“Quello che avevamo paventato a suo tempo – continua Cursano – si è rivelato profetico: la gara di cui Consip oggi annuncia la chiusura è stata aggiudicata con la logica del massimo ribasso, a tutto vantaggio di chi presenta lo sconto maggiore sul valore facciale del buono e a discapito dei pubblici esercizi, costretti a riconoscere commissioni sempre più alte. Infatti, chi vince le gare con lo sconto più alto si rivale sugli esercenti imponendo i cosiddetti servizi aggiuntivi – nominalmente facoltativi, ma di fatto obbligatori, anche se il TAR Lazio , chiamato a giudicare sulla impugnativa della gara promossa da Fipe a tutela degli esercenti, non ci ha creduto – per un valore anche del 15%. In questo modo, lo sconto ottenuto da Consip viene pagato dagli esercenti e dai lavoratori che subiscono l’abbassamento inevitabile della qualità del loro pasto”.

“Abbiamo, a questo punto, chiesto a Governo e Parlamento – conclude Cursano – di intervenire per regolamentare meglio queste gare d’appalto allo scopo di evitare che siano gli esercenti a pagare di tasca propria gli sconti alla pubblica amministrazione. Auspichiamo che le nostre istanze siano accolte in sede di attuazione della Delega Appalti appena approvata dal Parlamento”.

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