Un'idea per un format ancora relativamente poco diffuso in Italia? Lo sparkling bar, dedicato ai vini spumanti. Come il Wunderbar a Merano.
L'attuale locale nasce cinque anni fa, ma l'idea è partita 25 anni fa, quando il titolare Roberto Buciol, dopo avere rilevato un bar caffè gelateria, ha iniziato a puntare sullo spumante metodo classico. Legandosi poi sempre più al territorio e specializzandosi in particolare sul Trentodoc, rappresentato oggi da un'ottantina di etichette, senza comunque dimenticare eccellenze delle bollicine di altre zone d'Italia, dall'Oltrepo all'Alta Langa, oltre a un centinaio di etichette di Champagne.
L'attuale locale nasce cinque anni fa, ma l'idea è partita 25 anni fa, quando il titolare Roberto Buciol, dopo avere rilevato un bar caffè gelateria, ha iniziato a puntare sullo spumante metodo classico. Legandosi poi sempre più al territorio e specializzandosi in particolare sul Trentodoc, rappresentato oggi da un'ottantina di etichette, senza comunque dimenticare eccellenze delle bollicine di altre zone d'Italia, dall'Oltrepo all'Alta Langa, oltre a un centinaio di etichette di Champagne.
In mescita sono sempre disponibili una decina di prodotti nazionali, ai quali abbinare tartare e ostriche fresche che giungono direttamente dalla Francia. “Attenzione, però”, spiega Buciol a Mixer Planet: “Non è facile creare un business basato sulle bollicine. Fondamentale innanzi tutto – continua - non essere troppo presuntuosi e muoversi con cautela, un passo alla volta, sviluppando sul campo la conoscenza dei prodotti e della clientela. Una delle cose più importanti che ho imparato? Sembra banale, ma non lo è: non è detto che la cosa più cara sia necessariamente la più buona”.