A settembre, dopo quasi due anni di lavori, la boutique Dior di via Montenapoleone riaprirà completamente rinnovata e con un ristorante firmato da Enrico Bartolini. Il locale, secondo quanto riportato da Pambianco News, si chiamerà Monsieur Dior e porterà nella maison francese lo chef che conta complessivamente 14 stelle Michelin e che a Milano guida già il tristellato al Mudec. L’apertura non è un episodio isolato. Nel 2025 la famiglia Cerea ha inaugurato negli spazi Louis Vuitton DaV by Da Vittorio Louis Vuitton e il Da Vittorio Café Louis Vuitton. A Palazzo Fendi, tra via Montenapoleone e corso Matteotti, Langosteria ha aperto tre format: Langosteria, Pepe e Ally’s Bar. Dior, Fendi e Louis Vuitton appartengono tutti a Lvmh, mentre il legame tra moda e gastronomia è già consolidato anche attraverso le proprietà: Marchesi 1824 è di Prada e Pasticceria Cova fa capo a Lvmh. Nel Quadrilatero si aggiungono il bar di Ralph Lauren in via della Spiga e l’enoteca Borgo12, firmata dall’orologeria Verga con Meregalli. Più che un’espansione del fine dining, è la costruzione di un ecosistema. Le maison non utilizzano più il ristorante come semplice servizio per il cliente della boutique: lo trasformano in una destinazione autonoma, capace di generare traffico, prolungare la permanenza e rendere tangibile il mondo del marchio. In una fase di rallentamento dei consumi del lusso, il food offre qualcosa che una collezione non può garantire con la stessa frequenza: un motivo per tornare anche senza acquistare un abito o una borsa.