A Bologna un utente di TripAdvisor.it dovrà rispondere di diffamazione per aver parlato di "vino avariato". La storia è raccontata sulle pagine de "Il Corriere di Bologna" che ha spiegato come a far scattare la decisione sia stato il contenuto espresso nel giudizio, ritenuto evidentemente non veritiero e quindi offensivo. I ristoratori: "Questione di buon nome, nessun problema con le recensioni sui social". La rinomata osteria ha quindi citato in giudizio l'utente di TripAdvisor.it che aveva scritto peste e corna su una serata passata in quel locale.
Nel post datato 12 giugno, si legge che "non è ammissibile essere serviti dopo ore, e male, solo perché il locale è molto famoso e la gente fa la fila per entrare. E, soprattutto, non è ammissibile presentarsi per tre volte di fila e ricevere vino imbevibile. Non parlo di vino cattivo, no, parlo di vino avariato, roba da creare problemi di salute".
L'autrice del post, da poco ricevuto l'invito a comparire, si difenderà da quella che definisce "una pagliacciata". Negli ultimi giorni c’è stato anche un botta e risposta sulla bacheca facebook del locale, inondata dai sostenitori della signora piuttosto scandalizzati. Alle spiegazioni degli osti, la donna, che si ritiene «una top reviewer» di Tripadvisor, ha risposto minacciando una controquerela per calunnia ed elencando una serie di motivi per cui ritiene «l’aggressione» infondata.
I titolari del ristorante hanno spiegato di non avercela con Tripadvisor o con il sistema delle social-recensioni ma di voler solo difendere il buon nome della loro attività.