Christopher Grassini: Barman, valutate di lavorare all'estero

Christopher Grassini, fondatore e presidente di Bartender Certified, scuola di formazione professionale con sedi in Italia e negli Emirati Arabi, non usa mezzi termini: "La crisi sarà pesante nel nost...

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Christopher Grassini, fondatore e presidente di Bartender Certified, scuola di formazione professionale con sedi in Italia e negli Emirati Arabi, non usa mezzi termini: "La crisi sarà pesante nel nostro settore. Chi vuole guadagnare bene, valuti di emigrare"

Come superare questo momento a dir poco difficile per i pubblici esercizi? Ne parliamo con Christopher Grassini, fondatore e presidente di Bartender Certified

Tra il lockdown della scorsa primavera e le crescenti restrizioni che vengono via via attuate in queste settimane, la pandemia da coronavirus ha dato un colpo durissimo agli operatori del settore. Ma come reagire, posto che le regole dettate da decreti e ordinanze devono essere rispettate, pena dure sanzioni? “Le politiche dei nostri governi non sono in grado di incentivare la ripresa e la crescita, è il momento di dotarsi di qualifiche professionali spendibili all’estero e cercare opportunità fuori dall’Italia”, risponde a Mixer Planet Christopher Grassini, fondatore e presidente di Bartender Certified, scuola di formazione professionale con sedi in Italia e negli Emirati Arabi.

L'INTERVISTA

Da un punto di vista psicologico ed emotivo, come ti sembra che stiano reagendo gli operatori del settore fuori casa, bar e cocktail bar?
Gli esercenti, terminato il lockdown, sono rimasti spaesati dal continuo cambio delle regole e soprattutto dalla difficoltà nel farle rispettare alla propria clientela senza recare disagi. Nonostante ciò, buona parte delle imprese hanno ripreso l’attività, chiaramente con tutte le misure restrittive che hanno creato problemi in termini di fatturati totali. Va poi detto che le esigenze a volte sono differenti a seconda delle regioni d’Italia: quest’estate c’erano proprietari di stabilimenti balneari che cercavano disperatamente personale, possibilmente qualificato per la stagione estiva, e titolari nelle città metropolitane che man mano si svuotavano per l’"effetto vacanze” come dopo la crisi del 2008, che cercavano di resistere fino al rientro di settembre.

[caption id="attachment_179451" align="aligncenter" width="563"] Christopher Grassini[/caption]

Al momento i licenziamenti sono impediti dalla legge ma le prime vittime della crisi si sono già avute. Secondo te è pensabile che molti 40-50enni possano rinnovarsi nel mondo del fuori casa?
Il problema della cassa integrazione e dei successivi licenziamenti sarà un grave problema che dovrà affrontare il nostro governo. Diverse attività non hanno riaperto a settembre e nei prossimi mesi emergerà la vera emergenza economica che finora abbiamo solo sfiorato, considerando la perdita del 12% del Pil nella fase di lockdown, una recessione che nel settore ho.re.ca. ha determinato una perdita di fatturato fra il 40% e il 60%. Chi va avanti, in questo momento non può permettersi di abbassare prezzi né tantomeno di pianificare vacanze. Il problema degli over 40 c’è sempre stato e non è certo una novità per l’Italia. In questo momento avranno ancora più difficoltà e non mi risulta che siano stati emessi o siano in programma provvedimenti in merito: mi auguro che sindacati e sportelli per l’occupazione si attivino per lanciare l’allarme presso i ministeri competenti.

PREOCCUPAZIONI E SUGGERIMENTI

Come imprenditore ed esperto del settore, quali sono le tue preoccupazioni in questa fase?
La mia preoccupazione è relativa non tanto a quanto succederà nei prossimi mesi, sappiamo bene che affronteremo una grande recessione, quanto a cosa accadrà alla Nazione per la nostra e per le future generazioni. Rispetto ad altri Paesi europei abbiamo avuto negli ultimi anni un tasso di crescita dello 0,2%, ci stavamo appena riprendendo dalla grande crisi finanziaria del 2008. L’Italia, per quanto possiamo amarla, è sempre più a rischio default, motivo per il quale le multinazionali spostano la sede legale all’estero, piccole imprese chiudono, medie imprese soffrono il declassamento delle agenzie di rating a “BBB-“: una situazione, vista dall’estero, poco appetibile per gli investitori internazionali, che oggi più che mai sarebbero fondamentali per rilanciare gli scambi economici a livello globale. Noi, da parte nostra, dobbiamo entrare nell’ottica di diventare “cittadini del mondo”, dotarci di qualifiche professionali spendibili all’estero e cercare di liberarci dei beni immobiliari. Credo sia giunto il momento di scendere da un cavallo perdente per cercare un altro Paese che sia possibilmente il cavallo vincente: non possiamo aspettare che le politiche italiane, non incentivanti allo sviluppo del Pil, possano cambiare per noi.

Il tuo consiglio per i barman?
Valutate di cercare occupazione all'estero. E in caso, preparatevi per arrivare nel migliore dei modi. Studio, disciplina, esperimenti devono essere costanti.

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