Nata nel 2020 da un'idea di Angelo Scarpato e Marco Trepiccione, Caprizza approda a Roma dopo le aperture a Bergamo, Brescia, Cagliari, Torino e Varese. La catena di pizzeria e friggitoria napoletana arriva dunque nella Capitale con l'ambizione di espandersi in un prossimo futuro anche a livello internazionale.
Il punto vendita capitolino, che aprirà il prossimo 30 novembre in via Piave 70, si sviluppa su 200 metri quadrati e ospita 80 posti a sedere. Gli spazi sono stati progettati per essere coerenti e in linea con l’immagine del brand: massima attenzione è stata prestata agli allestimenti e agli arredi che presentano elementi fortemente caratterizzanti come l’utilizzo delle ceramiche campane.
Lo studio e la ricerca sulle farine, e i metodi di lievitazione unite a un'accurata selezione degli ingredienti e delle materie prime, sono imprescindibili: l’impasto di Caprizza si basa sul sistema denominato Biga: la massa ha una doppia lievitazione, viene fatta lievitare due volte in celle appositamente realizzate e in grado di mantenere una temperatura costante di 4-5 gradi.
L’ampio menù pizzeria, che permette di scegliere se gustare una pizza con impasto classico o se optare per una base integrale, si suddivide in due macro-sezioni: la prima è dedicata alle pizze tradizionali come la Margherita e la Napoli con pomodoro San Marzano, fior di latte di Agerola, acciughe del mar Cantabrico, capperi di Pantelleria, olive taggiasche, olio evo e basilico. La seconda, dedicata alle pizze contemporanee, propone ingredienti capaci di accontentare i palati più curiosi e moderni.
Con circa 200 collaboratori e 1500 pizze sfornate ogni giorno, il Gruppo di ristorazione italiana Caprizza chiuderà il 2023 con un fatturato di oltre 13 milioni di euro e una previsione di forte crescita nel 2024.
Un esempio? La pizza Fiori di Zucca e Guanciale con fior di latte di Agerola, fiori di zucca, guanciale di Amatrice croccante e all’uscita burrata pugliese, olio evo bio e parmigiano reggiano 24 mesi. La Carciofi e Lardo invece riesce a equilibrare perfettamente il fior di latte di Agerola con i carciofini arrostiti e il lardo di colonnata Igp. La frittura di Caprizza, presente nelle prime pagine del menù, prevede un classico della cucina partenopea, i Fiori di zucca ripieni alla ricotta. Questo, insieme alla mozzarella in carrozza e alla frittatina di pasta, sono piatti da provare se si vogliono conoscere e assaporare i sapori e i profumi della tipica domenica napoletana. Non manca una sezione dedicata al beverage con carta dei vini italiani, bollicine dalla Franciacorta e un focus sulle birre.
Con circa 200 collaboratori e 1500 pizze sfornate ogni giorno, il Gruppo di ristorazione italiana Caprizza chiuderà il 2023 con un fatturato di oltre 13 milioni di euro e una previsione di forte crescita nel 2024.