L'ondata di caldo che sta attraversando l'Europa non produce effetti solo sul clima, ma anche sulle abitudini di consumo. Beverfood analizza come le temperature elevate stiano modificando la domanda di bevande, favorendo acqua, soft drink, tè freddi, ready to drink e prodotti a elevato potere dissetante. Il fenomeno interessa gran parte del continente e conferma come gli eventi climatici estremi stiano diventando una variabile sempre più rilevante nella pianificazione commerciale dell'industria beverage. La notizia suggerisce una riflessione che va oltre la stagionalità. Se le estati eccezionalmente calde diventeranno la norma, anche l'offerta dei locali dovrà adattarsi in modo strutturale. Non basterà aumentare gli ordini di acqua minerale o ghiaccio durante le settimane più torride. Menu, orari, assortimenti e gestione delle scorte potrebbero richiedere una revisione più profonda. È un cambiamento che riguarda anche il mondo del caffè, dove cold brew, iced latte e bevande fredde stanno progressivamente ampliando il proprio peso sul fatturato. Il clima, insomma, non è più soltanto una variabile meteorologica: sta diventando un fattore economico da inserire nella strategia del locale.