Il comune di Bologna deve prendere una decisione sulla liberalizzazione degli orari per le discoteche. A imporre di "pronunciarsi sollecitamente" è il Tar della città felsinea che ha accolto il ricorso presentato dal Silb-Fipe e altri quattro gestori di locali notturni. La disputa è nata tre anni fa con le liberalizzazioni introdotte per il commercio. "Le discoteche, per ordinanza comunale, devono chiudere alle 3 nei giorni feriali e alle 4 il sabato", ha detto spiega il segretario del Silb Oliviero Giovetti. "Ma una volta arrivate le liberalizzazioni, capita che i nostri clienti si riversino in bar o altri locali che ora possono stare aperti 24 ore su 24 e magari non hanno le licenze per far ballare, ma lo fanno abusivamente".
Il Comune tuttavia, precisa il Silb, non ha mai risposto alla richiesta delle discoteche di aggiornare la normativa e così, a ottobre, il sindacato ha deciso di ricorrere al Tar (che ha dato torto all'amministrazione di Virginio Merola pronunciandosi tre giorni fa).
Davanti al Tribunale amministrativo il Comune si è difeso dicendo che non c'è alcun obbligo di rispondere: anche perchè i ricorrenti conoscono bene la posizione di Palazzo d'Accursio, che ritiene inapplicabile il regime di liberalizzazione alle discoteche. Il malgrado ciò la pensa diversamente e ha scritto nella sentenza che il Comune di Bologna ha l'obbligo di rispondere alle istanze dei ricorrenti, "non potendosi, all'evidenza, ritenere assolto tale obbligo giuridico con incontri piu' o meno formali".