Berberè, parte la campagna 'La violenza di genere non è sul menù'

Berberè rinnova il sostegno nella lotta contro la violenza di genere: in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, l'insegna di pizzerie fon...

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Berberè rinnova il sostegno nella lotta contro la violenza di genere: in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, l'insegna di pizzerie fondata nel 2010 a Bologna varerà la campagna di sensibilizzazione “La violenza di genere non è sul menù”.

L'obiettivo è informare la clientela e far conoscere i centri antiviolenza D.i.Re - Donne in Rete - attraverso strumenti di comunicazione come i 25.000 cartoni della pizza destinati al delivery, su cui verrà applicato un adesivo con QR Code coi contatti di tutti i centri, o le 5.000 cartoline con lo stesso messaggio rese disponibili con continue ristampe all’interno delle venti pizzerie italiane del marchio.

La campagna, attiva sino al 10 dicembre, sarà diffusa anche attraverso la distribuzione in cassa di stickers, con la condivisione sui canali social, attraverso la newsletter e il sito web di Berberè.

LE PIZZERIE COME PRESIDIO A TUTELA DELLE DONNE

«Vogliamo fare delle nostre pizzerie un presidio a tutela delle donne e permettere alle clienti e ai clienti di accedere in modo immediato ai contatti e alle informazioni di tutti i centri antiviolenza D.i.Re presenti sul territorio - spiega Salvatore Aloe, co-founder di Berberè -. Attraverso i cartoni della pizza che arrivano dentro casa, le cartoline e gli stickers in distribuzione nelle pizzerie, ci auguriamo di accorciare le distanze tra chi ha bisogno d’aiuto e chi di quell’aiuto ha fatto una mission».

Con le sue 88 organizzazioni, 117 Centri antiviolenza e 66 case rifugio, D.i.Re accoglie e sostiene gratuitamente ogni anno più di 20.000 ragazze e donne che subiscono violenza maschile. L’associazione s’impegna a promuovere il cambiamento culturale necessario per fronteggiare il fenomeno della violenza maschile sulle donne attraverso iniziative di divulgazione e diffusione, progetti di ricerca e, soprattutto, grazie a un lavoro quotidiano all’interno dei centri antiviolenza.

«Siamo molto soddisfatte che questa collaborazione continui anche quest'anno. Diffondere la fondamentale presenza dei centri antiviolenza a un pubblico sempre più vasto può diventare un'azione importante per molte donne che decidono di uscire da situazioni di maltrattamento o violenza. I centri antiviolenza le aspettano per progettare insieme il loro percorso di libertà» commenta Antonella Veltri, presidente di D.i.Re.

UN IMPEGNO CONTINUATIVO

L'impegno sociale di Berberè va oltre l’occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. «Prevediamo per tutte e tutti i dipendenti un training per stimolare l’utilizzo di un linguaggio inclusivo e attento alla rappresentazione delle diversità all’interno dell’azienda - aggiunge Salvatore Aloe -. Il nostro personale ha un'età media inferiore ai trent'anni, anche nelle figure manageriali, ed è composto da 40 nazionalità diverse. Per noi è importante garantire un ambiente più sicuro in cui poter crescere, non solo professionalmente, ma anche nel rispetto della propria identità». 

Nel 2024 Berberè ha introdotto nel suo piano di formazione rivolto al personale il corso “Non è sul menù”, condotto da Comunicattive - agenzia di comunicazione e marketing specializzata in comunicazione di genere - e destinato al management dell’azienda, con lo scopo di riflettere sulle diverse forme di discriminazione e violenza che si manifestano attraverso il linguaggio, tra cui sessismo, abilismo, razzismo e omolesbobitransfobia. Infine, insieme alla Fondazione Libellula, Berberè ha introdotto in azienda la policy “Safe at work”, attraverso la quale si impegna attivamente per costruire, curare e abitare un ambiente di lavoro “safe” e plurale, libero da discriminazioni, intimidazioni o ingiustizie sanzionando i comportamenti violenti e le molestie.

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