Amici o nemici?

Il numero di imprese che non riescono a far fronte al proprio fabbisogno finanziario è aumentato nel primo trimestre del 2011 del 5% rispetto al trimestre precedente; sono raddoppiate nello stesso per...

Condividi l'articolo

Il numero di imprese che non riescono a far fronte al proprio fabbisogno finanziario è aumentato nel primo trimestre del 2011 del 5% rispetto al trimestre precedente; sono raddoppiate nello stesso periodo  quelle che hanno chiesto un fido o la rinegoziazione di un fido esistente ed è più che raddoppiata la percentuale di quelle che si sono viste rifiutare del tutto la richiesta di finanziamento (dal 4% all’8,9%), mentre la quota di imprese che si sono viste accogliere la propria domanda di fido (53,9%) è risultata la più bassa da due anni a questa parte. Sono questi i dati allarmanti dell’Osservatorio sul Credito per le Imprese del commercio, del turismo e dei servizi realizzato da Confcommercio-Imprese per l’Italia.

Tavola
rotonda
E su questi dati si è innestata la discussione di una interessantissima Tavola Rotonda organizzata da Fipe durante il recente Tuttofood in Fiera a Milano. Con la conduzione di Claudio Ferraro, Direttore del Centro Servizi dell’Ascom–Epat di Torino, si sono affrontati a viso aperto i rappresentanti della Filiera Alimentare (dai Baristi ai Ristoratori, dai Grossisiti di Bevande ai Torrefattori), con quelli di Banche (Intesa Sanpaolo) e dei Consorzi Fidi (Fidicomet Milano).
Ne sono nate scintille, con accuse (civilissime) reciproche ma soprattutto con la constatazione che se le cose non cambieranno il Settore potrebbe finire in mano agli usurai e alla malavita organizzata.
La critica all’attuale sistema del credito in Italia è stata fortissima, acuita da una situazione di mercato sempre più difficile da affrontare da parte dei Pubblici Esercizi. “1 criteri di analisi aziendale utilizzati dalle banche per gli affidamenti sono troppo superficiali e standardizzati e non sono in grado di cogliere le specificità del settore dei Pubblici Esercizi”, ha detto Giorgio Buratti, Presidente Fipe Trentino . “Un settore nel quale, stando ai dati medi dei Consorzi Fidi, entrano in sofferenza soltanto l’1/2% dei casi complessivamente affidati e quasi sempre per modiche somme”.
Anche secondo Remo e Fabio Ottolina, storici Torrefattori milanesi, i Bar non se la passano bene; stanno soffrendo le pene dell’inferno in questa fase di gelo dei consumi, ma vogliono investire. Per farlo sono pronti a tutto, anche all’usura. “I torreffattori che posseggono proprie finanziarie, come noi, ha detto Fabio,  fanno la loro parte per evitare al Barista di  ricorrere a scorciatoie che possono rivelarsi micidiali per un’Azienda. Noi cerchiamo di farvi fronte con la nostra società finanziaria di emanazione non bancaria ma assolutamente legale e controllata dalla stessa Banca d’Italia,  prestando denaro esclusivamente a tassi legali, con la massima trasparenza e sanza spalmare sulle forniture di caffè i relativi costi”. “Se non ci fossimo noi, ha concluso Remo, che è anche Vice Presidente dall’Associazione Nazionale Torrefattori, molti baristi rischierebbero di finire nelle mani degli usurai”.
“Alla difficoltà di accedere al finanziamento, ha aggiunto Alfredo Zini, Vice Presidente di Fipe, si aggiungono  dettagli procedurali e burocratici sempre più pesanti e spesso incomprensibili per le piccole imprese.
Le banche dovrebbero cambiare registro e aiutare le imprese a realizzare progetti di sviluppo indispensabili per operare con successo in un mercato sempre più confuso e disordinatamente competitivo”.

Il futuro
del settore
Insomma il grido di allarme è stato generale e ha disegnato scenari poco rassicuranti per il futuro del settore. “Però è sbagliato, secondo Alessandro Donnini, di Italgrob, che tanti soggetti diversi cerchino in ogni modo di surrogare, anche se legalmente, il ruolo delle Banche. Se ciascuno si limitasse a fare bene il proprio mestiere, ne guadagnerebbero tutti. Sarebbe invece importante e urgente aprire un dialogo nella filiera per trovare, insieme, al sistema del credito nuove strade”.
E la palla è stata prontamente raccolta da Salvatore Barone, di Intesa Sanpaolo: “anche la Banca sente la necessità di scambiare maggiori informazioni con la clientela nell’ambito di rapporti più trasparenti e basati su maggior fiducia reciproca.
E siam pronti a farlo subito insieme alla Fipe. Però dobbiamo farlo con la consapevolezza che dobbiamo tutti muoverci nell’ambito delle regole esistenti, che sono molto diverse da quelle di soli dieci anni fa. Oggi le Banche sono costrette da precise normative a privilegiare la documentazione formale al colloquio, per poter far fronte in qualsiasi momento ai diversi controlli che le Autorità Centrali mettono in atto per evitare crisi drammatiche come quella che ha colpito recentemente l’intero sistema bancario mondiale, esclusa l’Italia”,
Insomma quella a Tuttofood è stata una giornata di scontro e confronto molto utile, che ha spinto i protagonisti a intraprendere insieme un nuovo cammino per il quale tutti si sono impegnati  a fare un passo indietro  per poter fare, poi, insieme, un bel passo avanti.

Una case history di successo

23 giugno 2011 | Redazione

Forno d’Asolo è un case history per chi si interroga su quanto la creatività possa essere motore di successo imprenditoriale. Lo afferma nel volume “Futuro Artigiano. L’innovazione nelle mani degli it...

Tork lancia una linea di prodotti per l'igiene femminile nei bagni pubblici

17 giugno 2026 | Redazione

Il dispenser Tork Period Care, rifornito con i prodotti per l'igiene femminile Nuvenia di Essity, elimina le barriere igieniche e migliora il benessere

Notizie correlate

La cassa “tutto in uno” di myPOS: POS e registratore fiscale 
in un unico sistema

15 giugno 2026 | Redazione

myPOS Cassa introduce funzionalità basate sull’intelligenza artificiale per ridurre manualità, operazioni complesse e frammentazione degli strumenti

Hurom, per la spremitura nel canale horeca arriva il nuovo CP50

27 maggio 2026 | Redazione

Hurom, pioniere e leader mondiale nella tecnologia degli slow juicer e dell’estrazione lenta a freddo, presenta il nuovo Hurom CP50, un estrattore professionale sviluppato per rispondere alle esigenze del canale horeca e dei professionisti del beverage che ricercano efficienza operativa, continuità di servizio e standard qualitativi elevati.

Rational punta su iVario Pro: inaugurato un nuovo sito produttivo a Wittenheim

15 maggio 2026 | Redazione

Rational ha inaugurato ufficialmente l’ampliamento del proprio stabilimento di Wittenheim, in Francia. Con il raddoppio delle superfici produttive

Partnership tra Lavazza e Adyen per semplificare i pagamenti globali

13 maggio 2026 | Redazione

Adyen, piattaforma tecnologico finanziaria scelta da molte aziende leader a livello globale, annuncia oggi una nuova partnership con Lavazza, realtà chiave nel mercato globale del caffè.

Velocità, sicurezza e controllo: TheFork Manager si aggiorna

23 marzo 2026 | Redazione

Filtri rapidi e nuovi raggruppamenti per gestire le prenotazioni, azioni protette da password sui dispositivi condivisi, tracciamento end-to-end delle campagne e nuove migliorie per l’app mobile. Sono...

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 387 - Giugno 2026
06 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati