Alla Camera arriva il ddl sulla Giornata della Ristorazione: si festeggerà ogni terzo sabato di maggio

La Giornata della Ristorazione giunge alla sua seconda edizione sabato 18 maggio. Un nuovo capitolo - l’iniziativa è stata ideata nel 2023 da Fipe-Confcommercio - che quest’anno coinvolge oltre 10mila...

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La Giornata della Ristorazione giunge alla sua seconda edizione sabato 18 maggio. Un nuovo capitolo - l’iniziativa è stata ideata nel 2023 da Fipe-Confcommercio - che quest’anno coinvolge oltre 10mila attività e può contare sul supporto di 85 associazioni di categoria e la partecipazione di mille ristoranti italiani all’estero.

A dare il “la” alle celebrazioni - ciascun ristorante propone un piatto speciale legato al territorio e sono in programma eventi in diversi comuni italiani -, la presentazione della proposta di legge (il ddl n°1672 firmato da 17 parlamentari) sull’istituzione ufficiale della Giornata della Ristorazione alla Camera dei Deputati. Seguirà il passaggio al Senato e il prevedibile termine dell’iter entro fine anno con la festività che poi cadrà ogni terzo sabato di maggio.

L’obiettivo è quello di valorizzare e rafforzare il ruolo della ristorazione italiana nelle sue diverse forme e tipologie, perseguendo i valori della relazione, condivisione, convivio e comunità. Al centro viene messo un settore che si conferma strategico per l’economia italiana, con 54 miliardi di valore aggiunto e qualcosa come 1,4 milioni di occupati. Al suo interno troviamo anche una rilevante componente femminile: quasi 96mila imprese sono guidate da donne.

DIECI MEDAGLIE ALL’ANNO

Il ddl n°1672 conta quattro articoli e non prevede alcun costo aggiuntivo per la finanza pubblica. Contempla la scelta di un tema simbolico annuale e il conferimento di dieci medaglie ogni anno ai migliori imprenditori del settore della ristorazione che si sono contraddistinti per meriti negli ambiti della sostenibilità, dell’inclusione, dell’innovazione, della sicurezza e legalità e dell’immagine della filiera.

«Per il 2024 abbiamo voluto porre l’attenzione sul modello di economia che la ristorazione italiana propone e che vede il cibo come elemento di socialità, ospitalità, appartenenza e, allo stesso tempo, anche differenziazione dell’offerta, alimentando una filiera con trend in costante crescita sotto il profilo del numero di imprese, dell’indotto e dell’occupazione - ha commentato Lino Enrico Stoppani, presidente di FIPE - La ristorazione italiana interpreta il mito della cucina, della convivialità e dello stile di vita proprio del nostro Paese, con un ruolo indiscutibile nello sviluppo, nella promozione e nella capacità di crescere dei territori e dell’Italia in generale».

La ristorazione italiana rappresenta un unicum a livello europeo e internazionale, lo ha ribadito il presidente di Hotrec, Alexandros Vasillikos: «Celebrando questa giornata riconosciamo l'importanza strategica della cooperazione tra il livello nazionale ed europeo. Nel turismo dobbiamo essere riconosciuti come un centro economico e sociale che crea milioni di posti di lavoro. Saremo insieme anche per sostenere le nostre imprese per una transizione digitale di successo. Le nostre recenti azioni a Bruxelles ci hanno mostrato il potere della collaborazione e il ruolo vitale che i ristoranti svolgono nella promozione della crescita economica e nella creazione di posti di lavoro».

La Giornata della Ristorazione 2024 vede Mixer media partner dell’evento, e il supporto di Mulino Caputo, Cirio, Consorzio Tutela Vino Custoza DOC, Consorzio Tutela Grana Padano, Intesa Sanpaolo, Lavazza, Gruppo Sanpellegrino e Zucchetti Hospitality e con la direzione creativa di Rampello & Partners.

AL LAVORO SUI DEHOR (E SUI CODICI ATECO)

Nel corso dell’evento a Montecitorio il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha toccato anche il delicato discorso dehor, che al momento godono del regime semplificato fino a dicembre prossimo: «Stiamo elaborando, all'interno del disegno di legge sulla concorrenza, un provvedimento per rendere strutturali i dehor così che siano anche un elemento di decoro urbano. Su questo provvedimento ci stiamo confrontando con le associazioni settoriali e ovviamente anche con l'Anci, quindi con i Comuni. Pensiamo che possa essere un'occasione per rendere la ristorazione ancora più funzionale alla socialità e a quel decoro urbano che nei centri storici va sempre più affermato».

Sempre a Montecitorio, gli esponenti del governo hanno ribadito l’importanza di rinnovare lo schema dei Codici Ateco, garantendo alla stessa ristorazione di rientrare a tutti gli effetti nel settore turismo con la possibilità di essere meglio inquadrata anche nell’ambito dei fondi e degli aiuti di Stato.

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