Dove sta andando la mixology contemporanea? La risposta viene da Tuscany Cocktail Week e Florence Cocktail Week, entrmabi eventi svoltisi nel capoluogo toscano ad aprile con lo svolgimento delle masterclass di Mazzetti D'Altavilla.
Particolare attenzione è stata riservata dagli addetti ai lavori verso le grappe cosiddette “cask finish”, ovvero con invecchiamento perfezionato in botti speciali poiché utilizzate in precedenza per altri distillati o vini aromatizzati come Bourbon Whiskey, Porto, Vermouth o Sherry. Una scelta che vince e convince grazie alla sua naturale capacità di questi spirits di diventare “ponte” fra il classico consumo in purezza e l’impiego originale nella miscelazione 4.0.
Altra riscoperta è stato il liquore evergreen al miele, “entrato” in ben 9 cocktail, grazie alla sua nota aromatica - non stucchevole - e all’equilibrio assicurato dalla base di grappa utilizzata per il liquore.
Chiacchierato e gustato con curiosità anche il drink proposto presso Irene - Hotel Savoy di Firenze dallo special guest internazionale Cameron Ewen direttamente da The Balmoral Hotel di Edimburgo che ha unito in un unico calice Italia e Scozia grazie ad un Boulevardier rivisitato attraverso il connubio di Whisky e Grappa di Moscato perfezionata in botti utilizzate per il Porto.
E il consumatore? Le impressioni a caldo dall’esperienza toscana dipingono il ritratto di un cliente alla ricerca di un beverage ricercato ma senza troppi fronzoli con spirits originali ma con un profilo easy-to-prepare, in modo da potersi destreggiare con familiari e amici anche nella miscelazione at-home.