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uella a cui stiamo assistendo è una vera e propria guerra tra vegani e car-
nivori. Un botta e risposta tra fazioni quasi a dover vincere una gara per
la sopravvivenza.
Ed è proprio sulla sopravvivenza che i vegani imbeccano i carnivori. Pare
che la carne sia diventata il male di tutti i mali. E il numero di chi sceglie
di farne a meno continua a crescere.
Secondo l’indagine presentata a maggio 2015 da Gfk-Eurisko in collaborazione con l’azienda
Tre Valli e l’Associazione vegani italiani onlus e Vegan Ok Network, le persone in Italia tra
i 18 e i 64 anni che per motivi etici o salutistici hanno scelto questo regime dietetico sono
quasi un milione e 150mila (il 3%). Il nostro Paese è secondo nel mondo solo all’India. I
vegetariani sono il 6%, mentre crudisti e fruttariani sfiorano il 2%.
Eppure la scienza ha recentemente sbugiardato chi del veganesimo ha fatto un credo.
Una ricerca pubblicata su Nature ha evidenziato l’importanza della carne nello sviluppo
dell’uomo. Tanto che il Time ha titolato “Ci dispiace, vegani” riportando l’articolo di Nature
secondo cui, mangiare le proteine animali è ciò che ha reso capace l’uomo di essere ciò
che è. Trasformandolo, scrive l’Huffingtonpost, non solo “a livello anatomico (con volti e
denti di dimensioni ridotte)” ma anche “a livello intellettivo (sviluppando la sua capacità
di parlare)”. Ma le mode si sa, da sempre condizionano gli uomini anche in fatto di cibo.
Quindi, se la carne pare sia sempre più bandita dalle tavole degli italiani, “in questo deserto
dei numeri un’isola felice c’è, e si chiama hamburger”. Ne parliamo in questo numero nel
servizio a pag 14 dove analizziamo il fenomeno presentando due categorie, quella del fast
food (in mano alle grandi catene americane) e, dell’hamburger gourmet, molto apprezzato
dal cliente moderno. E c’è anche il gluten-free, l’hamburger per intolleranti e celiaci. Rima-
nendo in tema celiachia, abbiamo scomodato l’AIC, Associazione Italiana Celiachia, (pag
22) che ci ha presentato il “Progetto Alimentazione Fuori Casa”, ovvero una rete di esercizi
ristorativi che aderiscono a un network che garantisce agli intolleranti al glutine la possi-
bilità di trovare cibi a loro dedicati anche al ristorante (e anche noi di CIC diamo il nostro
contributo con una linea di prodotti ad hoc per celiaci). E per gli irriducibili del pesce? A
pag 34 un servizio molto interessante sulle seppie. Per il proprio marchio “Il Gelo” CIC ha
scelto le migliori per avere ottime garanzie in materia di sicurezza alimentare. E ancora,
parliamo di burro, ma anche di piccoli attrezzi da taglio. Insomma, di idee e spunti per gli
operatori del canale horeca su questo numero ce ne sono tanti. Non mi resta che augurarvi,
Buona Lettura!
LA CARNE CI HA RESI INTELLIGENTI
EDITORIALE
Lorenzo Morelli
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Redazione:
Maria Elena Dipace - Redattore - Coordinamento Qualitaly -
mariaelena.dipace@fieramilanomedia.itHanno collaborato a questo numero:
Gloria Cavicchioli (segreteria), Cinzia Remartini (segreteria), Pietro Cinti, Elena Consonni, Alberto Fiorito,
Anna Muzio
Impaginazione:
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giugno-luglio 2016
Anno XIV n. 93
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