DIC. GEN. 2015
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A
ll’inizio, una decina di
anni fa, poteva sembra-
re una moda importata
in Italia, estranea alle
nostre abitudini tanto quanto la festa
di Halloween (che peraltro ha attec-
chito anche da noi). Ma, anziché una
novità destinata a un breve successo,
il brunch è diventata un’abitudine
consolidata per molti italiani.
Ma, si sa, siamo un popolo tutto par-
ticolare e lungo lo Stivale le abitudini
possono esseremolto differenti. Dice
infatti Corrado Riccio di Meridionale
Catering Service: «Nella nostra zona
(il napoletano, ndr) il brunch non
ha avuto sviluppo, per via di certe
radicate abitudini. Da noi il pranzo
domenicale si fa ancora in famiglia
(o a volte fuoriporta) e solitamente
comincia fra le 14,30 e le 15. Quindi
per noi un brunch che inizia attorno
alle 11 non attira le persone, visto che
poco dopo c’è un pranzo completo
che li aspetta. Piuttosto si nota che
prende unpo’ piede l’abitudine di tro-
varsi per un aperitivo nellamattinata,
magari con un buffet ben guarnito,
vissuto come momento di attesa pri-
ma di tornare a casa per mangiare
tutti insieme». Della stessa opinione
anche StefanoRatti della societàGelo
Mare di Rieti. «Nel reatino nessuno
lo propone. Da noi la colazione resta
colazione, il pranzo resta pranzo e
i due momenti di consumo non si
fondono, le abitudini in questo senso
sono molto radicate».
Tant’è. A Milano, Torino, Bologna e
in altri grossi centri le abitudini sono
cambiate, il brunch fa tendenza e
accontenta anchequei turisti stranieri
che a questo tipo di proposta sono
già abituati. Ametà tra una colazione
posticipata e un pranzo in anticipo
(non a caso il neologismo deriva
dalla fusione delle parole breakfast
e lunch), piace ai giovani e alle fa-
miglie, alle coppie, ai professionisti,
ai single…
E PIACEMOLTISSIMO
anche ai ge-
stori, perché la formula del brunch,
avendo gli spazi adeguati, può es-
sere organizzata al bar come nel
ristorante, nel grande albergo o nel
bistrot, ovviamente con la formula
più confacente al proprio target e
tipologia di locale. Non solo: si tratta
di un tipo di proposta in grado di
rendere profittevole unmomento che
per molti gestori è di scarso lavoro
(spesso nel weekend le grandi città
si svuotano). È proprio quanto con-
Diffuso nelle grandi città, in particolare al Nord, nel
Mezzogiorno l’abbinamento della colazione con il
pranzo nei giorni festivi è praticamente sconosciuto.
Eppure è una formula che può dare soddisfazioni al
ristoratore in termini di ricavi, margini ed efficienza
A qualcuno piace
brunch
DI MARIELLA BONI
PRIMO PIANO
il brunch è gradito
ai giovani
e alle famiglie,
alle coppie,
ai single, ai
professionisti
©Matteo Valle
Proposte per il brunch dello
Chef Matteo Torretta del
ristorante Asola di Milano




