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DIC. GEN. 2015

14

A

ll’inizio, una decina di

anni fa, poteva sembra-

re una moda importata

in Italia, estranea alle

nostre abitudini tanto quanto la festa

di Halloween (che peraltro ha attec-

chito anche da noi). Ma, anziché una

novità destinata a un breve successo,

il brunch è diventata un’abitudine

consolidata per molti italiani.

Ma, si sa, siamo un popolo tutto par-

ticolare e lungo lo Stivale le abitudini

possono esseremolto differenti. Dice

infatti Corrado Riccio di Meridionale

Catering Service: «Nella nostra zona

(il napoletano, ndr) il brunch non

ha avuto sviluppo, per via di certe

radicate abitudini. Da noi il pranzo

domenicale si fa ancora in famiglia

(o a volte fuoriporta) e solitamente

comincia fra le 14,30 e le 15. Quindi

per noi un brunch che inizia attorno

alle 11 non attira le persone, visto che

poco dopo c’è un pranzo completo

che li aspetta. Piuttosto si nota che

prende unpo’ piede l’abitudine di tro-

varsi per un aperitivo nellamattinata,

magari con un buffet ben guarnito,

vissuto come momento di attesa pri-

ma di tornare a casa per mangiare

tutti insieme». Della stessa opinione

anche StefanoRatti della societàGelo

Mare di Rieti. «Nel reatino nessuno

lo propone. Da noi la colazione resta

colazione, il pranzo resta pranzo e

i due momenti di consumo non si

fondono, le abitudini in questo senso

sono molto radicate».

Tant’è. A Milano, Torino, Bologna e

in altri grossi centri le abitudini sono

cambiate, il brunch fa tendenza e

accontenta anchequei turisti stranieri

che a questo tipo di proposta sono

già abituati. Ametà tra una colazione

posticipata e un pranzo in anticipo

(non a caso il neologismo deriva

dalla fusione delle parole breakfast

e lunch), piace ai giovani e alle fa-

miglie, alle coppie, ai professionisti,

ai single…

E PIACEMOLTISSIMO

anche ai ge-

stori, perché la formula del brunch,

avendo gli spazi adeguati, può es-

sere organizzata al bar come nel

ristorante, nel grande albergo o nel

bistrot, ovviamente con la formula

più confacente al proprio target e

tipologia di locale. Non solo: si tratta

di un tipo di proposta in grado di

rendere profittevole unmomento che

per molti gestori è di scarso lavoro

(spesso nel weekend le grandi città

si svuotano). È proprio quanto con-

Diffuso nelle grandi città, in particolare al Nord, nel

Mezzogiorno l’abbinamento della colazione con il

pranzo nei giorni festivi è praticamente sconosciuto.

Eppure è una formula che può dare soddisfazioni al

ristoratore in termini di ricavi, margini ed efficienza

A qualcuno piace

brunch

DI MARIELLA BONI

PRIMO PIANO

il brunch è gradito

ai giovani

e alle famiglie,

alle coppie,

ai single, ai

professionisti

©Matteo Valle

Proposte per il brunch dello

Chef Matteo Torretta del

ristorante Asola di Milano