Vuoto a rendere: che cosa cambia nel 2018

Il 7 febbraio 2018 partirà la sperimentazione – su base volontaria – del sistema del vuoto a rendere per gli imballaggi contenenti birra o acqua serviti al pubblico da ristoranti, bar, alberghi e altr...

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Il 7 febbraio 2018 partirà la sperimentazione – su base volontaria – del sistema del vuoto a rendere per gli imballaggi contenenti birra o acqua serviti al pubblico da ristoranti, bar, alberghi e altri punti di consumo. È quanto stabilisce il Decreto del Ministero dell’Ambiente del 3 luglio 2017 che disciplina le caratteristiche della sperimentazione descritta, introdotta formalmente nel 2015 dalla Legge n. 221 (c.d. Collegato Ambientale). In sostanza, entro il 9 dicembre p.v., i produttori di bevande che intendono aderire alla sperimentazione dovranno comunicarlo al Ministero, indicando il marchio, la linea di birra o acqua minerale e le caratteristiche del relativo imballaggio (materiale, volume, peso e numero di turnazioni) oggetto della sperimentazione. Gli esercenti che vorranno partecipare, a loro volta, dovranno compilare un apposito modulo e consegnarlo al distributore e/o produttore degli imballaggi che aderisce alla filiera del vuoto a rendere. L’adesione è ammessa anche per l’esercente che continua a somministrare nello stesso punto vendita anche imballaggi non riutilizzabili. Gli esercenti che aderiranno alla sperimentazione dovranno versare una cauzione contestualmente all’acquisto dell’imballaggio pieno, con diritto di piena restituzione della stessa al momento della consegna dell’imballaggio vuoto. A tal proposito, il Decreto stabilisce anche gli importi della cauzione (da 0,05 a 0,30 euro) in maniera proporzionale in base al volume dell’imballaggio, che deve essere compreso tra gli 0,20 e 1,5 litri, secondo la seguente tabella:

VOLUME (LITRI) VALORE CAUZIONALE (EURO) 0,20 0,05 0,25 0,07 0,33 0,10 0,50 0,15 0,66 0,17 0,75 0,19 1 0,25 1,50 0,30

Nella disciplina del rapporto tra esercenti e distributore/produttore verranno poi concordate le modalità operative per la gestione degli imballaggi vuoti, compresi i tempi di ritiro e restituzione degli stessi (si pensi alla gestione dei magazzini dei pubblici esercizi), nonché le modalità di applicazione e di pagamento della cauzione.

In ogni caso l’importo della cauzione non dovrà comportare un aumento del prezzo di acquisto da parte del consumatore.

Il Ministero dell’Ambiente, a seguito dell’adesione di diversi soggetti, predisporrà un registro degli operatori della filiera aderenti alla sperimentazione e lo pubblicherà sul suo sito istituzionale, prevedendo un attestato di benemerenza per gli stessi, che potranno esporlo nel loro esercizio. Inoltre per incentivare l’adesione e la diffusione della sperimentazione sul vuoto a rendere, il Ministero ha deciso di concedere l’utilizzo del patrocinio e del logo ministeriale su richiesta degli utilizzatori che realizzino una o più campagne di comunicazione sul sistema del vuoto a rendere. A tal fine, è stato istituito un tavolo tra i soggetti rappresentanti di tutta la filiera: distributori, produttori ed esercenti, a cui partecipa anche la Fipe, per concordare le modalità migliori per diffondere l’iniziativa, che si inserisce in quel sentimento di responsabilità sociale e di lotta agli sprechi che Fipe sostiene e supporta da anni con diverse iniziative. Infine, è necessario precisare che la sperimentazione avrà una durata di 12 mesi, durante i quali è stato previsto un sistema di monitoraggio costante da parte dei produttori e dei distributori, che dovranno trasmettere telematicamente al Ministero una scheda dati ogni trimestre per monitorare l’andamento del sistema del vuoto a rendere.

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