Molti non hanno mai sentito la parola “Pinterest”, altri sanno vagamente che è l’ennesimo social network, e più o meno tutti saranno d’accordo sul fatto che difficilmente cambierà il futuro del bar e della ristorazione. Vero. Ma visto che centinaia di migliaia di locali ogni giorno si affannano a promuovere eventi e a guadagnare visibilità su Facebook e Twitter, è giusto capire se i loro sforzi stanno andando nella direzione giusta, o se c’è qualche altro percorso meno battuto e potenzialmente interessante.
Pinterest nel mondo conta oltre 240 milioni di utenti iscritti, contro il miliardo e passa di Facebook e i 500 milioni circa di Twitter (di cui meno della metà sono effettivamente attivi). Molto amato dal gentil sesso – tanto da essere soprannominato “il Facebook delle donne” – Pinterest sta registrando un vero e proprio boom. In Italia i numeri sono ancora relativamente bassi rispetto ai rivali, ma si parla di un incremento delle iscrizioni del 175% solo nell’ultimo anno. E la distanza dal gigante di Mark Zuckeberg è forse destinata ad assottigliarsi se, come prevede una contestata ricerca dell’università di Princeton, Facebook sperimenterà a breve una fatale contrazione degli iscritti.
Ma come funziona Pinterest? Si tratta in sostanza di una raccolta di bacheche digitali dove è possibile “appendere” (“pin”) i propri interessi (“interest”), sotto forma di fotografie, video o immagini. Il carattere fortemente visuale di questo social lo rende particolarmente interessante per il mondo della ristorazione e del food– a maggior ragione oggi che il web è letteralmente invaso da taglieri di salumi e bottiglie di vino stappate, caricate da clienti ansiosi di condividere con la rete le proprie indimenticabili esperienze enogastronomiche.
Lo stesso possono fare le aziende a fini promozionali. Ma attenzione: non aspettatevi migliaia di utenti pronti a “seguirvi”, come su Facebook e Twitter; i locali italiani più attivi arrivano difficilmente al centinaio di “follower”. Tra questi spicca l’Hotel-Ristorante “Posta” di Moltrasio, sul Lago di Como, con 77 bacheche dedicate a una varietà di temi (dai paesaggi lacustri alle specialità culinarie) capaci di coinvolgere consumatori italiani e, soprattutto, stranieri. I quali, pianificando i loro itinerari turistici nel Belpaese, probabilmente non si dimenticheranno del loro “amico” su Pinterest.
Il Vocabolario prosegue, l’appuntamento è alla Q!
Massimo Airoldi (@massimoairoldi)
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