Crowdfunding significa letteralmente “finanziamento dalla folla”: ottenere i soldi necessari per la realizzazione di un progetto artistico, sociale o di business attraverso piccole donazioni libere da parte di tantissime persone. Un fenomeno nato sul web e cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni in Italia, con la nascita di una miriade di piattaforme digitali (ad es. Eppela), dove chiunque può condividere la propria idea, nella speranza che i visitatori la ritengano degna di un finanziamento.
Funziona per Bar e ristoranti? In tanti ci hanno provato (molti con scarsi risultati) e sono nati persino dei siti ad hoc. Gli utenti, logicamente, privilegiano progetti ritenuti socialmente utili – umanitari, culturali, innovativi. Tuttavia il crowdfunding può servire anche nel mondo della ristorazione: è il caso di Carmen e Maggie – due cuoche statunitensi specializzate in ricette naturali e anti-allergiche che, per coronare il sogno di aprire un locale tutto loro, hanno chiesto una mano ai crowdfunders online. Risultato: la campagna ha raccolto un totale 4000 dollari, subito investiti per la nuova cucina.
Il crowdfunding può essere efficace per progetti circoscritti che abbiano un impatto positivo su clientela e comunità – dal comprare uno scivolo per bambini per l’esterno del locale all’acquisto di attrezzature per clienti disabili, passando per la ristrutturazione di un’ala del Bar da adibire ad aula studio in un paese senza biblioteca. Insomma, non ci pagherete mai l’affitto, ma potrete potenzialmente realizzare piccole, belle idee capaci di rafforzare la vostra reputazione e il vostro ruolo sociale nella comunità, riuscendo al contempo a fidelizzare la clientela e, perché no, ad aumentare il giro d’affari. Se avete idee, approfittatene! Anche perché l’Italia è il primo Paese d’Europa ad aver regolamentato il crowdfunding.
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L'immagine di copertina è di Lara Rocio
IL VOCABOLARIO DEL BAR 2.0
Il Vocabolario del Bar 2.0 è una rubrica su internet,innovazione e comunicazione al Bar, ideata da Massimo Airoldi (@massimoairoldi). Affronteremo, una per volta, le parole chiave del Bar del futuro.
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