Per il Venerdì Santo il 59% degli italiani porta in tavola pesce per rispettare la tradizione culturale e religiosa. E' quanto emerge da un'indagine Coldiretti/Ixè sui consumi degli italiani a Pasqua, secondo la quale a prevalere nei menu di pesce sarà per oltre l'80% il prodotto pescato dei mari nostrani. Preferito in questa occasione, specifica la Coldiretti, è soprattutto il pesce azzurro, dalle alici alle sardine fino agli sgombri venduti a prezzi contenuti secondo i criteri di sobrietà richiesti dalla ricorrenza.
La 'prescrizione' religiosa dell'astinenza non proibisce, infatti, di consumare pesce, uova e latticini, mentre proibisce cibi e bevande particolarmente ricercati o costosi. Nel 2017, ricorda la Coldiretti, si è registrata una decisa svolta a tavola con l'aumento del 7% negli acquisti di pesce fresco degli italiani che annualmente ne consumano circa 25 chili a testa all'anno.
Tra i piatti di pesce del Venerdì Santo ogni parte d'Italia esprime una tradizione locale legata a ricette tipiche, dalla pasta con le sarde in Sicilia, alle tradizionali zuppe di pesce che assumono nomi differenti a seconda delle regioni e che nel nord Adriatico si consumano assieme alla polenta. E poi alici scottadito, sarde in saor con cipolla dal Veneto, seppie con i piselli, fagioli e cozze dalla Puglia, vongole e ceci dalle Marche, alla ministra di pesce con gallinelle e ghiozzi.