Valtur: aperta l'asta per il marchio. Ministero e sindacati chiedono il rinvio dei licenziamenti

Nell’incontro che si è tenuto il 13 giugno al Ministero del Lavoro alla presenza del ministro Di Maio sulla procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori Valtur sono emerse novità sostanziali:...

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Nell’incontro che si è tenuto il 13 giugno al Ministero del Lavoro alla presenza del ministro Di Maio sulla procedura di licenziamento collettivo dei lavoratori Valtur sono emerse novità sostanziali: da oggi è aperta l’asta pubblica per l’acquisto del marchio e vi sono offerte già presentate al liquidatore, tra cui quella di Alpitour come ha rivelato Travel Quotidiano.
Di fronte a queste novità la Filcams Cgil, unitamente a Fisascat e Uiltucs, ha chiesto al liquidatore di non procedere con i 231 licenziamenti previsti i cui termini scadono il 14 giugno e di riaprire il tavolo presso il MISE, ministero dello sviluppo economico a cui fa capo sempre il ministro Di Maio, chiedendo a chi ha manifestato interesse per il marchio la disponibilità ad avviare un percorso di recupero dell’azienda e dell’occupazione.
Il MISE, presente all’incontro come uditore, ha chiesto a sua volta con forza al liquidatore di favorire la riapertura di un tavolo per il recupero dello storico tour operator, rinviando l’esecutività dei licenziamenti, in presenza di offerte economicamente considerevoli sul marchio e tenuto conto anche della presenza di villaggi del perimetro non ancora gestiti da altri operatori.
La palla adesso è al liquidatore, che nelle prossime ore dovrà dar seguito alle richieste del MISE e delle organizzazioni sindacali che però ha già posto come ostacolo al rinvio l’effetto che un eventuale dilazione dei licenziamenti avrebbe sulla procedura di liquidazione, con un aumento dei costi non previsto.
“L’investitore, che ha prodotto con le sue scelte questa situazione drammatica, dovrebbe a nostro avviso farsi carico dei costi ulteriori, come atto di responsabilità” commenta Luca De Zolt della Filcams CGIL nazionale “ma non vogliamo dare alibi a nessuno: come organizzazioni sindacali ci siamo anche detti disponibili, come soluzione alternativa, a individuare strumenti che non aumentino i costi della liquidazione, considerando che i lavoratori sono titolari di crediti nei confronti della stessa, mantenendo attivi i rapporti di lavoro”.
“Senza una risposta affermativa del liquidatore i termini legali della procedura di licenziamento scadranno comunque” spiega De Zolt “questo renderebbe più difficile e complesso il lavoro di reindustrializzazione proposto dal MISE e sarebbe un ulteriore schiaffo ai lavoratori e alle lavoratrici da parte di Investindustrial. In ogni caso noi continueremo a premere per una soluzione che metta al riparo il marchio da operazioni speculative e apra una prospettiva di recupero di Valtur e dei dipendenti”.

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