Una svolta per il pagamento con smartphone

Per il Mobile Payment (le transazioni effettuate con smartphone) è arrivato il tempo della svolta, secondo l’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, che nell’edizione di que...

Condividi l'articolo

Per il Mobile Payment (le transazioni effettuate con smartphone) è arrivato il tempo della svolta, secondo l’Osservatorio della School of Management del Politecnico di Milano, che nell’edizione di quest’anno si è concentrato soprattutto sui progressi dei pagamenti di prossimità per i quali le attese sono di un rapido sviluppo già a partire da quest’anno.
Qualche numero. Alla fine del 2012, vi erano circa 30.000 terminali Pos NFC attivi, partendo dai circa 5.000 del 2011; solo calcolando gli impegni già assunti dagli operatori, i Pos operativi a fine 2013 dovrebbero diventare oltre 170.000 (più del 10% del totale). Sempre a fine 2012 erano circa 2,58 milioni i possessori di telefoni Nfc che diventeranno circa 6 milioni a fine 2013 (sempre che anche il prossimo iPhone non introduca questa tecnologia). Infine, dal 2011 al 2012 le carte contactless (tipo Pay Pass di Mastercard e PayWave Visa, per intenderci) circolanti sono passate da 750.000 a oltre 2 milioni.
Se a questo aggiungiamo le numerose iniziative in atto per trasformare gli stessi smartphone in Pos - e di cui Mixer ha parlato nei numeri scorsi - (che solo negli Stati Uniti hanno significato 3 milioni di Pos aggiuntivi), ci si può a buon diritto attendere una grande diffusione di queste forme di pagamento.

Migliora l’efficienza
Che, anche per gli esercenti, possono trasformarsi in potenti strumenti per migliorare l’efficienza operativa e l’efficacia nel rapporto con i consumatori. Dove risiede, quindi il valore del Mobile payment per gli esercenti? I benefici cambiano da settore a settore (pubblici esercizi o retail) in funzione dei processi interni, ma, secondo Filippo Renga, responsabile dell’Osservatorio, possono esser sintetizzati principalmente  in riduzione del contante e riduzione dei tempi di pagamento.
Per esempio, nel caso della ristorazione veloce, il costo di gestione del contante «varia tra l’1 e il 2% del fatturato in contanti, ossia tra i 25.000 e i 50.000 euro all’anno, dovuto in maggior parte al costo del personale per le attività di back-office». E per quanto riguarda la velocità dei pagamenti, una micro transazione, anche online, può essere il 20% più veloce di una corrispondente transazione in contanti, e il 50% più veloce di una transazione con carta chip&pin.
Secondo i calcoli dell’Osservatorio, se il 30% dei pagamenti avvenisse senza contatto (carta o smartphone), aumenterebbe la produttività in cassa del 3-4%, con una riduzione del tempo di attesa in coda dei clienti superiore al 25% (nei momenti di picco), riducendo consistentemente il fenomeno delle mancate vendite (le rinunce perché la coda è troppo lunga) con un aumento di fatturato stimato dell’1,1%. Simulazioni teoriche, si potrebbe obiettare.

Costi occulti
Ma, sono proprio i piccoli esercizi che tendono a sottovalutare i costi di gestione del contante e sostengono mediamente i costi più alti per le commissioni bancarie sui pagamenti elettronici. Sottolinea Renga: « Per riuscire a coinvolgere i piccoli esercenti – bar, ristoranti, tabaccai, ad esempio – sarà necessario un lavoro volto a “far emergere” i costi nascosti di gestione del contante e nel contempo uno “sforzo” di riduzione delle commissioni applicate ai pagamenti elettronici anche per volumi limitati». E d’altra parte tra i maggiori beneficiari della riduzione dei tempi di pagamento sono proprio quelli che operano nella ristorazione veloce (bar, ristoranti, self service). Basti pensare che solo il mercato dei buoni pasto vale 3,42 miliardi di euro e coinvolge 2,3 milioni di persone (fonte: Univ. Bocconi).
«Gli esercenti sono peraltro un attore fondamentale nel processo di attivazione del Mobile payment - sottolinea Renga - ma non hanno sviluppato analisi specifiche di quantificazione degli impatti sui processi.
Anzi si aspettano che questa innovazione sia prevalentemente “tirata” dai clienti, e aspettano quindi che vi sia diffusione tra i consumatori prima di investire». O forse l’attendismo è determinato dal fatto che, in questa fase, non sia chiaro chi tra telco, banche e web company avrà un ruolo guida e quale tecnologia si affermerà sulle altre.

Verallia vince l'Oscar dell'imballaggio

16 maggio 2013 | Redazione

L’azienda del packaging alimentare in vetro Verallia si aggiudica, ex equo con Goglio SpA, la sezione speciale tecnologia dell’edizione 2013 dell’Oscar dell’Imballaggio, prestigioso riconoscimento vol...

I nuovi rituali della birra secondo Heineken

04 agosto 2026 | Redazione

Con oltre 6 milioni di ettolitri prodotti ogni anno — circa una bottiglia di birra su tre consumata in Italia — il Gruppo mette a disposizione del canale Horeca un ecosistema di brand complementari, pensati per presidiare occasioni, target e bisogni diversi

Notizie correlate

Dojo e Bancomat rafforzano l'offerta dei pagamenti digitali in Italia

23 luglio 2026 | Redazione

Grazie all’accordo, i terminali POS di Doio saranno abilitati ad utilizzare il circuito Bancomat

Facile Noleggiare, come affittare i macchinari professionali per il fuori casa

20 luglio 2026 | Redazione

In un mercato da oltre 100 miliardi di euro, dove più di 324 mila imprese e oltre un quarto delle aziende investe già nell'ammodernamento delle proprie strutture, la nuova competitività passa dalle attrezzature professionali

La Pavoni presenta la nuova gamma Cellini e punta sul segmento professionale

10 luglio 2026 | Redazione

La nuova linea è pensata per chi non cerca semplicemente una macchina da caffè, ma uno strumento di precisione per interpretare il caffè

Agentic commerce, come l’IA sta cambiando il mondo dei consumi

09 luglio 2026 | Domenico Apicella

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il nostro modo di fare acquisti, con un impatto che riguarda tutti gli ambiti del consumo, compreso quello fuori casa

Rational, la pulizia diventa sostenibile e autonoma per ogni generazione di sistemi

19 giugno 2026 | Redazione

La nuova formulazione dei detergenti per SelfCookingCenter e CombiMaster Plus, oggi completamente priva di fosfati, consente di ridurre l’impatto ambientale mantenendo invariati gli standard di pulizia e sicurezza

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 388 - Luglio/Agosto 2026
07 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati