Talking Wine: il Cannonau di Sardegna alla ricerca di identità

[caption id="attachment_75502" align="alignleft" width="259"] Vitigno di Cannonau[/caption] Cannonau in Sardegna è senz’altro sinonimo di vino, ma nonostante nel 2013 questo vino abbia registrato una...

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[caption id="attachment_75502" align="alignleft" width="259"]Vitigno di Cannonau Vitigno di Cannonau[/caption]

Cannonau in Sardegna è senz’altro sinonimo di vino, ma nonostante nel 2013 questo vino abbia registrato una crescita dei volumi venduti pari al 17,2% (2012), a quanto pare è ancora alla ricerca della propria identità, come evidenziato in una tavola rotonda organizzata dalla Regione Sardegna al recente Vinitaly.

In primis le sue origini sono ancora controverse. Fino ad oggi sia il Cannonau, che altri vitigni come l’ Alicante (Toscana), il Tai rosso (Colli Berici) la Guarnaccia, erano ritenuti sinonimi del Grenache francese, che si pensa giunto in Sardegna dalla Spagna. Oggi l’orgoglio sardo viene premiato da nuove ricerche scientifiche e da aspetti storici di ampelografia che indicano, che sarebbe la Sardegna il luogo di origine di questo vitigno. Con 184.735 ettari nel 2010, il Cannonau è il 7° vitigno più coltivato al mondo e in Sardegna la sua coltivazione copre una superficie di quasi 8 mila ettari, coltivato per il 66% nella provincia di Nuoro.

[caption id="attachment_75503" align="alignright" width="300"] Elisabetta Falchi - Jo Ahearne[/caption]

Un vino però con qualche problema di identità, come spiega Jo Ahearne, giornalista e master of Wine, che avendo girato la Sardegna ha capito che: “c’è il Cannonau di pianura e quello di montagna, quello delle coste e quello dell’interno. Come si fa a riconoscere quello migliore?”. All’estero la confusione aumenta perché la maggior parte non ne conosce la provenienza, “per non parlare di coloro che non l’hanno mai sentito nominare. Il prodotto non viene promosso. In internet ci sono poche informazioni, per lo più in italiano. Non c’è conoscenza del vitigno, nessuno praticamente percepisce che si tratta di Grenache. Il Cannonau ha invece moltissimi aspetti positivi e unici che devono essere valorizzati, primo fra tutti il territorio di provenienza”.

E’ ciò che sottolinea anche l’assessore all’Agricoltura della Regione Sardegna Elisabetta Falchi: “è un ottimo momento per valorizzare la produzione di qualità di questo vino che per anni non ha avuto la giusta rilevanza”. Siamo certi che la notizia che “bevi un bicchiere di Cannonau al giorno e vivi 100 anni”, che sta facendo il giro del mondo, pubblicata sul libro “Blue Zones”, da Dan Buettner giornalista del “New York Times”, darà una grande spinta alla comunicazione di questo gioiello dell’enologia sarda…peut etre.

Chi è Guido Montaldo.

Giornalista, storico, esperto in comunicazione del vino. redazione@ilbuonodellavita.com

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