Sicilia zona gialla, Fipe: impatto limitato, ma evitare nuove chiusure

"L'ingresso in 'zona gialla', lo scorso 30 agosto, si è fatto sentire sui pubblici esercizi: non tanto per le restrizioni previste, dal momento che il limite delle quattro persone per tavolo è stato c...

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"L'ingresso in 'zona gialla', lo scorso 30 agosto, si è fatto sentire sui pubblici esercizi: non tanto per le restrizioni previste, dal momento che il limite delle quattro persone per tavolo è stato compensato in gran parte dall'allargamento dei dehor concesso gratuitamente dai comuni, quanto piuttosto per il drastico calo delle presenze causato dall'impatto psicologico innescato dal provvedimento e dai toni con cui i media hanno diffuso la notizia". Carmelo Picciotto, presidente di Confcommercio e Fipe Messina, traccia un bilancio a poco più di dieci giorni dall'entrata della Sicilia in "zona gialla", unica regione in Italia, a causa dell'aumento dei casi di Covid-19 registrati a fine agosto.

L'attuale normativa per le "zone gialle", modificata a seguito delle richieste delle associazioni di categoria, non prevede infatti limitazioni agli orari di apertura di bar e ristoranti, che però ai tavoli (non importa se interni o esterni) possono accogliere un numero massimo di quattro persone non conviventi. Ciononostante, anche in questa occasione l'effetto negativo sui fatturati dei pubblici esercizi c'è stato, anche se - spiega ancora Picciotto - limitato più che altro ai giorni immediatamente successivi all'entrata in vigore del provvedimento: "Superato l'impatto iniziale, stiamo assistendo a una graduale ripresa dei consumi nei locali, anche se ovviamente non siamo ai livelli di agosto, in piena stagione turistica. D'altra parte anche la popolazione locale, con la ripresa dei normali ritmi lavorativi, tende a uscire meno rispetto alle scorse settimane".

[caption id="attachment_191367" align="alignright" width="287"] Carmelo Picciotto[/caption]

Dunque la nuova "zona gialla" è stata assorbita tutto sommato senza eccessivi traumi dai locali siciliani. Resta tuttavia l'incognita sui prossimi mesi, quando il calo delle temperature potrebbe portare a una ripresa della diffusione del virus, con i conseguenti timori - non certo limitati alla sola Sicilia - di nuove, pesanti restrizioni. Picciotto non nasconde tuttavia un certo ottimismo: "I dati di questi giorni sui contagi nella regione sembrano scongiurare il rischio di un passaggio alla 'zona arancione'. Più in generale, guardando all'autunno - continua - mi sento di escludere che possa ripetersi quanto accaduto lo scorso anno. Le vaccinazioni, checché se ne dica, stanno procedendo anche in Sicilia e i segnali che ci arrivano dalle stesse autorità regionali ci fanno ben sperare. Certo, potremmo avere ancora qualche provvedimento con limitazioni isolate e non eccessivamente pesanti, ma non credo che torneremo alle restrizioni dell'autunno 2020. Anche perché, diciamolo chiaramente, non sarebbero più sostenibili per le nostre imprese, ormai allo stremo".

Senza contare, conclude il presidente di Fipe Messina, che la crisi del comparto della ristorazione finisce inevitabilmente per ripercuotersi sull'intera filiera dell'agroalimentare italiano: "Importanti esponenti del governo hanno ribadito nei giorni scorsi l'importanza della lotta all'italian sounding. Benissimo, ma l'italian sounding si combatte anche salvaguardando l'eccellenza della ristorazione italiana, mai così messa a dura prova  come nell'ultimo anno e mezzo".

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