In Sicilia con le valigie in mano, botta e risposta Regione-Ferrovie

Se il nuovo Presidente della Repubblica, il siciliano Sergio Mattarella, volesse raggiungere la sua terra natale in treno, si accorgerebbe che l’isola è sempre più … isolata! Dal prossimo giugno infat...

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Se il nuovo Presidente della Repubblica, il siciliano Sergio Mattarella, volesse raggiungere la sua terra natale in treno, si accorgerebbe che l’isola è sempre più … isolata! Dal prossimo giugno infatti, chi vorrà raggiungere la Sicilia in treno, dovrà scendere a Villa San Giovanni  e valigie in mano imbarcarsi su uno dei mezzi di collegamento via mare per Messina. Da qui poi potrà prendere un altro treno e continuare il suo viaggio sull’isola. Chi dalla Sicilia vorrà recarsi al nord dovrà seguire la procedura inversa. E’ quanto le Ferrovie dello Stato hanno annunciato ai sindacati, anticipando la soppressione delle corse ferroviarie che ancora sopravvivevano nei collegamenti fra Continente e isola, tranne che per due treni notturni. Allo stesso modo sarà ridotto a uno il numero dei traghetti delle Ferrovie in servizio nello Stretto.
“Ci hanno detto che il ministero dal 23 dicembre ha provveduto al taglio del finanziamento di 46 milioni di euro previsto per l’attraversamento dello Stretto” ha fatto sapere Michele Barresi del sindacato Orsa. Un taglio che costringerebbe Fs a ridurre l’attraversamento ai minimi termini, Resterà un solo ferry boat per portare i siciliani in percorrenza da Siracusa o da Palermo fino a Roma senza dover scendere dal treno. Il piano prevede tra l’altro 102 esuberi per lavoratori a tempo indeterminato più 50 circa tra i precari, più ancora l’indotto: 500 lavoratori circa in tutta l’isola. Gli aficionados all’idea del Ponte sullo Stretto ne approfitteranno per sostenere le loro ragioni sulla necessità dell’opera che di fatto annullerebbe l’isolamento… dell’isola. In attesa di cattedrali che per ora vivono solo nel mondo delle buone intenzioni e comunque, se pure fosse, di non immediata edificazione, siciliani ed estimatori della Sicilia in treno devono affidarsi alle rimostranze del presidente della giunta regionale Rosario Crocetta che ha già allertato il Ministro dei Trasporti Maurizio Lupi. In attesa di un chiarimento dalle Ferrovie che nel frattempo con una nota prova a contrastare le accuse.
“Le FS Italiane non abbandonano lo Stretto di Messina, anzi investono e potenziano – scrive l’azienda ferroviaria -  nessun posto è a rischio fra il personale impegnato nelle attività di navigazione: i 62 dipendenti saranno ricollocati in RFI nelle attività di terra e di bordo” “Le attività di traghettamento di carrozze e carri merci di Rete Ferroviaria Italiana (RFI) proseguiranno regolarmente, con un’organizzazione più funzionale, moderna e aderente alle esigenze – si legge nella nota -. Il progetto, elaborato da RFI d’intesa con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, prevede già da gennaio 2015, a carico del Gruppo FS Italiane e senza alcun onere aggiuntivo per lo Stato, un servizio di traghettamento veloce fra Messina e Villa San Giovanni – nelle ore diurne anche nei giorni di sabato, domenica e festivi – con le navi veloci della controllata Bluferries. Per garantire un servizio efficiente e aderente alle esigenze di mobilità nello Stretto di Messina, in caso di avverse condizioni meteomarine il traghettamento sarà effettuato da una nave bidirezionale di Bluferries, anche in questo caso senza nessun aggravio di costo per le casse dello Stato. Con i mezzi veloci, che garantiscono una maggiore frequenza e standard qualitativi più elevati, è pienamente soddisfatta la mobilità nell’ambito dello Stretto di Messina che viene attraversato in circa 20 minuti. In questo modo i collegamenti per la Sicilia sono ridotti di circa 1 ora”.
Tutto bello tranne il fatto che i passeggeri fra treni e traghetto, saranno comunque costretti a sbarchi e imbarchi in successione. E per chi viaggia con bagagli al seguito (pensiamo a chi sceglie il treno per andare in vacanza) non sarà una passeggiata. Ferrovie spiega anche che “nelle ore notturne i treni continueranno ad essere traghettati a bordo delle navi ferroviarie di RFI” e che “è allo studio un piano di interventi infrastrutturali per garantire un supporto alla mobilità dei passeggeri e per offrire un servizio sempre più aderente alle esigenze dei pendolari e di tutta la clientela”. Tradotto in parole povere, dovrebbe (o potrebbe) significare un sistema di infrastrutture che agevolino la mobilità dei passeggeri con bagaglio al seguito nel corso dei vari trasbordi. Chissà quali tempi saranno necessari, siamo già a febbraio e la stagione turistica in Sicilia, che è terra del sole, comincerà fra due mesi. Ce la faranno i nostri eroi a sistemare la questione in tempo utile? Lo scopriremo solo vivendo.

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