Giuseppe D'Alessandro, noto ai più come Kisk, è un dj e discografico alla scoperta di un territorio infinito come il Sudafrica. D'Alessandro sarà a breve impegnato, con il fido Accatone, in un tour all'insegna della slow dance e della durata di due settimane in un'area davvero interessante e sembra che il suo ultimo pallino sia quello di suonare a basse velocità un sound di matrice jazz. "Si tratta di una nuova tendenza che invade i continenti. Per marzo stiamo organizzando un tour anche in Sud America", spiega.
Da cinque anni D'Alessandro cerca di promuovere una deep house influenzata dal jazz. "Un suono emozionale, adeguato tanto al club quanto alle immagini, come si può notare dagli spot di Datch, Oxfam, o dal film 'Tutti i Rumori del Mare'. Mixando il materiale che abbiamo pubblicato sulla mia etichetta, la Apparel Music, che ormai conta quasi 800 brani in catalogo, ho iniziato a suonare semplicemente il tutto a una velocità ridotta: sui 113 bpm". Da qui l'inevitabile ritorno alla slow dance. "Per potersi bere un drink tra un beat e l' altro" (una citazione da Nicolas Jaar, precisa D'Alessandro). "Al di là delle velocità, i suoni sono suadenti e si predispongono di per sé a un ascolto attento e dilatato. Sembra che in Sudafrica nel frattempo sia nata questa tendenza jazzy. Ascoltando i mix dei resident dj locali ho notato subito questo approccio: lento, deep, soul, caldo".
Così D'Alessandro sta organizzando un tour mondiale per portare in giro un "modello balera elettronica", per tornare "al lento, mentale, tranquillo, lontano dalla folla accalcata che salta e si buttarsi via. Si può tornare all'ascolto intelligente, pure restando legati alla primordiale esigenza di groove, cool vibes e ricerca del beat lontano se possibile dal classico quattro quarti".
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