Ristorazione, quasi 18mila chiusure in un anno. FIPE: “Turnover ancora alto”

Il turnover imprenditoriale nella ristorazione resta alto e cresce nel 2023. Nel confronto con lo scorso anno, le imprese che hanno cessato l’attività aumentano in proporzione più delle iscritte che p...

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Il turnover imprenditoriale nella ristorazione resta alto e cresce nel 2023. Nel confronto con lo scorso anno, le imprese che hanno cessato l’attività aumentano in proporzione più delle iscritte che pure segnano un incremento del +6,5%.

Come segnalato dall’Ufficio Studi di FIPE Confcommercio, nei servizi di ristorazione il saldo dell’anno che abbiamo da poco archiviato è stato di -17.693 unità. In crescita rispetto alle -17.168 del 2022.

Al loro delle cessate d’ufficio, i ristoranti e i servizi di ristorazione riportano un totale di -8.983 imprese. La differenza si genera in virtù di 6.205 iscrizioni e 15.188 cessazioni. Guardando al segmento bar e caffè, il saldo tra aperture e chiusure segna -8.251 imprese: frutto di 3.937 iscrizioni e 12.188 cessazioni.

Quanto al tasso di sopravvivenza dopo cinque anni, sia per i ristoranti che per i bar è pari al 54%, contro l’81% del 2019, il 72% del 2020, il 66% del 2021 e il 59% del 2022.

FIPE, SBRAGA: “CI VUOLE PIÙ CONSAPEVOLEZZA E COMPETENZA”

Il turnover imprenditoriale di settore del 2023 è in leggera crescita sul 2022 – ha dichiarato il Vice Direttore FIPE e responsabile dell’Ufficio Studi della federazione Luciano Sbraga –, È un elemento, questo, della fragilità perdurante all’interno del sistema che però è ancora più evidente quando si parla di tasso di sopravvivenza a cinque anni. In sostanza, dopo cinque anni l’insuccesso dell’imprenditore che entra in questo settore è alto e c’è bisogno naturalmente di più consapevolezza e soprattutto di una competenza manageriale rafforzata”.

Il quadro della nati-mortalità del settore va completato con i dati relativi alla ristorazione collettiva dove si registra un turnover imprenditoriale relativamente modesto con 162 iscrizioni e 190 cessazioni. C’è da dire, tuttavia, che le imprese che svolgono attività di fornitura di pasti preparati e ristorazione collettiva sono circa più di 3.700 unità, concentrate perlopiù in Lombardia, Lazio e Campania.

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