Riusciranno i nostri governanti a realizzare una riforma del mercato del lavoro che sia in linea con le esigenze dei vari settori, senza trascurarne alcuno? Qualche dubbio è legittimo a giudicare dal negoziato che ha sempre come riferimento, nel disegnare le nuove regole nelle quali il mondo del lavoro dovrebbe muoversi nei prossimi vent’anni, la grande industria.
Attenzione però, perché il turismo non è un prodotto industriale.
La produttività di questo settore, infatti, non è data dal numero finale di scatolette che esce dallo stabilimento, ma dalla capacità delle aziende di adeguare “tempi e metodi di lavoro” ad un utenza spesso non programmabile e che quantitativamente cambia più volte nel corso della giornata, della settimana, del mese e dell’anno. La flessibilitàdella forza lavoro è la leva essenziale che consente un equilibrio del conto economico. Di più: il turismo, pur negli anni bui della crisi imperante, sta tenendo e continua dare opportunità di lavoro a giovani, donne, utilizzando le flessibilità consentite.