Dal 12 agosto 2026 tutti gli imballaggi immessi sul mercato europeo devono essere conformi al PPWR, il regolamento Ue su imballaggi e rifiuti da imballaggio. Coffee Today riprende i contenuti di un webinar organizzato da GITC (Gruppo Italiano Torrefattori Caffè) con Poplast, dedicato ai professionisti della filiera: l'obiettivo di fondo è ridurre i rifiuti di imballaggio pro capite del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040, con regole uniche su tutto il mercato europeo su riciclabilità, contenuto riciclato minimo e riduzione di peso e volumi. L'unica novità recente riguarda i PFAS, le cosiddette "sostanze chimiche eterne" usate per resistenza all'acqua e al grasso negli imballaggi alimentari: il divieto si applica da subito anche al materiale già prodotto, con soglie fissate a 25 ppb per singola sostanza, 250 ppb per la somma degli PFAS e 50 ppm di fluoro totale. Le aziende devono già predisporre una Dichiarazione di Conformità e un fascicolo tecnico per ogni unità di imballaggio, conservato per cinque anni (dieci per gli imballaggi riutilizzabili), individuare un referente interno dedicato e mappare l'intero inventario degli imballaggi per famiglia di prodotto. Il calendario successivo è scandito: regimi sanzionatori nazionali nel 2027, etichettatura armonizzata Ue nel 2028, contenuto riciclato minimo obbligatorio dal 2030. Un dettaglio che vale la pena sottolineare, perché nel webinar viene detto esplicitamente: non ci sono differenze negli obblighi tra piccole, medie e grandi imprese. Per un torrefattore artigianale con una persona che si occupa già di produzione, vendite e rapporti con i fornitori, questo significa aggiungere alla lista un fascicolo tecnico per ogni formato di confezione, con la stessa puntualità richiesta a un gruppo industriale con un intero ufficio legale dedicato.