Perché conviene andare (ancora) alle fiere di settore

Questo è un guest post di Roberto Gentile, consulente e head hunter nel settore del turismo, blogger su ttgitalia.com e ideatore del ciclo di incontri Contaminazioni a Bit 2016 Vent’anni fa, quando er...

Condividi l'articolo

Questo è un guest post di Roberto Gentile, consulente e head hunter nel settore del turismo, blogger su ttgitalia.com e ideatore del ciclo di incontri Contaminazioni a Bit 2016
Vent’anni fa, quando ero in Viaggi del Ventaglio, mi occupavo dello stand alla BIT. Erano gli anni ’90 e le fiere vivevano l’apice del successo: l’investimento del Ventaglio era considerevole, lo stand era uno spettacolo e la fila di addetti ai lavori che volevano incontrare il sciur Colombo iniziava nei corridoi. Quando lanciammo Frigerio Viaggi Network, una quindicina di anni fa, il salone del franchising di Milano fu una tappa fondamentale, grazie alla quale aprimmo decine di agenzie di viaggi. E ai neo-agenti imponevamo di andare al TTG Incontri di Rimini a fare incetta di cataloghi, col trolley. Beh, non un trolley qualunque, perché consigliavamo quelli giganti, che per caricarli in auto, quando erano pieni, ci voleva un cric.
Altri tempi. Soprattutto perché non c’era internet, e le fiere di settore giocavano un ruolo fondamentale e insostituibile nelle relazioni fornitori / tour operator / agenzie. Eppure io credo che abbia ancora senso - per tutti - andare a manifestazioni come BIT e TTG in Italia o WTM, ITB e Fitur all'estero.
“Siamo passati da un eccesso all'altro: prima si facevano investimenti colossali per le fiere, facendo a gara per lo stand più imponente, adesso si denigrano” proclama accorato Angelo De Negri, organizzatore di BMT, ma lui stesso operatore del settore, come Viaggi dell’Airone. “In ITB o all’ATM di Dubai ci sono molte occasioni di business, ma nel settore c’è bisogno di rinnovamento”, concede Guy Luongo, CEO di Albatravel.
Secondo me, le fiere hanno ancora senso perché:
- i fornitori possono incontrare partner e clienti potenziali, e destinazioni turisticamente nuove, come Iran o Cambogia, non troverebbero un contesto migliore per farlo
- i tour operator possono lavorare a monte, coi supplier, e a valle, con network e agenzie; magari tramite appuntamenti selezionati e programmati, per evitare perdite di tempo (e i perditempo, che è peggio)
- gli agenti di viaggi possono vedere il mondo, perché due parole col product manager del t.o. islandese o col commerciale della catena alberghiera thailandese valgono più di 10 telefonate e 20 email
- i clienti finali, per chi li accoglie, perché - per loro - il mondo delle vacanze è ancora glamour e invidiabile, e si può sognare a occhi aperti anche dentro un padiglione in fiera.
“Siamo talmente importanti che gli organizzatori dovrebbero invitarci gratis, altro che farci pagare migliaia di euro!” ho sentito dire a un noto t.o.
Il fatto è che il business delle fiere si regge sui metri quadri venduti, c’è poco da fare.
“Non espongo più, passavo il mio tempo a cacciare venditori di borse e stampe, gadget e assicurazioni: c’era la fila!” cita esasperato un altro.
E ha ragione, perché di commerciali assatanati, per i corridoi, ce ne sono troppi.
Insomma, tutti - organizzatori, espositori, visitatori - dovrebbero mettersi d’impegno, e fare un passo ognuno verso l’altro. Perché mettere internet, al posto delle fiere, sarebbe proprio triste.

Turismo digitale: la nuova frontiera è il multimodale

10 maggio 2016 | Redazione

Di seguito un guest post di di Paul Pontecorvo, VP Marketing & Bus. Dev. di Waynaut, pubblicato originariamente in inglese sul blog del fondo di Venture Capital P101 Che il turismo digitale valga orma...

Arriva in Italia “Praise the Bar”, la webserie globale del Gruppo Heineken che celebra i bar come luoghi di socialità

26 giugno 2026 | Redazione

L’episodio è disponibile dal 25 giugno sul canale YouTube globale di Heineken in lingua italiana con sottotitoli in inglese

Notizie correlate

Classy Cocktails debutta nei duty free Avolta di Milano Malpensa, Firenze e Orio al Serio

30 aprile 2026 | Redazione

Il brand di cocktail ready-to-drink d’autore sbarca in tre aeroporti italiani e porta la mixology nel cuore dell’esperienza di viaggio.

Turismo outdoor, nel 2026 oltre 68 milioni di presenze in Italia

28 aprile 2026 | Redazione

Il 2026 si preannuncia un anno di stabilizzazione per il turismo outdoor in Italia, preparandosi ad accogliere 68,4 milioni di presenze totali, con una crescita marginale dello 0,4% rispetto all’anno precedente

Turismo a Capri: numeri in crescita per l’isola che si prepara alla stagione 2025

15 luglio 2025 | Redazione

Capri è indubbiamente una delle destinazioni del nostro Paese più apprezzate sia dai turisti italiani che da quelli stranieri. Secondo i dati più recenti pubblicati dall’ISTAT verso la fine del 2024 e...

Destination Luxury: il futuro del turismo di lusso? Sostenibile, esperienziale e a impatto positivo

15 luglio 2025 | Redazione

Il turismo di lusso sta vivendo una trasformazione epocale. I viaggiatori alto spendenti non cercano più solo esperienze esclusive, ma desiderano che il loro impatto sia positivo e significativo. L’eq...

Efficienza e risparmio per un’ospitalità più competitiva

27 giugno 2025 | Redazione

La transizione verso l’energia pulita non è più da tempo un’opportunità da considerare in un prossimo futuro, ma un percorso strategico da intraprendere il prima possibile in qualsiasi ambito, settore...

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 387 - Giugno 2026
06 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati