Per la prima volta gli spirits superano il vino nei volumi globali

Il vino continua a essere fortemente legato a rituali specifici e a momenti di consumo più definiti. Per ristoranti e wine bar la sfida non è difendere il passato, ma trovare nuove modalità di accesso.

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C'è un dato che racconta meglio di molti altri la trasformazione del beverage mondiale. Drinks International evidenzia che gli spirit hanno superato il vino nei volumi complessivi a livello globale. Un risultato che arriva dopo anni di crescita sostenuta in categorie come Tequila, whisky, ready to drink e aperitivi, mentre il vino continua a fare i conti con consumi più frammentati e con una crescente difficoltà nel coinvolgere le generazioni più giovani. Il dato merita però una lettura meno superficiale di quanto possa sembrare. Non significa necessariamente che il mondo stia bevendo più alcolici forti del vino. Piuttosto racconta una maggiore capacità degli spirit di adattarsi a contesti e occasioni differenti. Entrano nella mixology, nei consumi low ABV, negli RTD, nell'aperitivo e persino nelle proposte no e low alcohol attraverso prodotti derivati. Il vino continua invece a essere fortemente legato a rituali specifici e a momenti di consumo più definiti. Per ristoranti e wine bar la sfida non è difendere il passato, ma trovare nuove modalità di accesso. Il successo recente del vino al calice e delle carte più snelle nasce proprio dal tentativo di rendere il vino più flessibile in un mercato che premia versatilità e immediatezza.

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