Napoli boccia Briatore. Sorbillo: “Propongo una cena a quattro mani”

Napoli boccia e critica Flavio Briatore, il noto imprenditore piemontese accusato negli ultimi giorni per i prezzi troppo alti praticati nei suoi Crazy Pizza. “Una mattonata con all’interno un laghett...

Condividi l'articolo

Napoli boccia e critica Flavio Briatore, il noto imprenditore piemontese accusato negli ultimi giorni per i prezzi troppo alti praticati nei suoi Crazy Pizza.

“Una mattonata con all’interno un laghetto di pomodoro”, così Briatore – che a La Zanzara di Radio24 ha espresso la volontà di voler aprire un Crazy Pizza proprio a Napoli – definisce le pizze a 4 e 5 euro in un video pubblicato su Instagram. Un'esternazione che innesca un vero e proprio dibattito nel settore, mandando i maestri pizzaioli napoletani su tutte le furie. Nei suoi Crazy Pizza – lanciati nel 2019 e presenti in Italia a Roma, Milano e Porto Cervo, con un new opening a Ryiad in Arabia Saudita proprio in questi giorni – la margherita costa invece 15 euro. 

“Cosa mettono dentro le pizze? Se devi pagare stipendi, tasse, bollette, ammortamenti e affitti i casi sono due: o vendi 50mila pizze al giorno o è impossibile. C'è qualcosa che mi sfugge, che non capisco. Tra l’altro, le mie non sono semplici pizzerie”, spiega Briatore. “I prezzi si giustificano anche con i costi delle materie prime di qualità. In un supermercato il Pata Negra, che noi vendiamo con la pizza a 65 euro, costa 300 euro al chilo; il San Daniele, invece, 35-36 euro al chilo; mentre la mozzarella di Bufala 15 euro. E sul fatto che la nostra pizza sia sottile aggiungo che non ha lievito, per cui non fermenta”.

La risposta di Napoli: “È l'ultimo arrivato. Cerca pubblicità”

Ma da Napoli risponde Gino Sorbillo, il cui marchio è ormai conosciuto e amato in tutto il mondo, intervenuto sul Corriere del Mezzogiorno: “Nel settore è l'ultimo arrivato. Sfrutta la notorietà dei pizzaioli napoletani e della pizza per accreditarsi e farsi pubblicità”. Per Sorbillo – che per rispondere a Briatore ha venduto a Napoli la margherita a 4 euro e quella 'a portafoglio' l'ha distribuita gratis – la pizza è un alimento popolare e deve essere venduta a prezzi popolari. “Nonostante i rincari i costi delle materie prime si conoscono: la farina costa da 50 centesimi a 1,2 euro al chilo. E personalmente uso i migliori pomodoro San Marzano e un grande olio extravergine. Se volessi aggiungere caviale o Pata Negra non avrei problemi, ma non lo faccio per non snaturare l’identità della pizza”.
 
Infatti, secondo Sergio Miccu, presidente dell'Associazione Pizzaiuoli Napoletani, “il problema non è a quanto si venda la pizza con l'astice blu, ma a quanto sia giusto vendere una margherita o una marinara con ingredienti di qualità”. Per Francesco Emilio Borrelli, consigliere regionale e presidente della commissione Agricoltura della Campania, “chi immagina di trasformare questo prodotto in un marchio per ricchi sbaglia di grosso: la pizza deve restare un prodotto povero”. 
 
Per Antonio Pace, presidente Associazione Verace Pizza Napoletana, “vendere una margherita di qualità a cinque euro non è impossibile. Però, se voglio vendere una pizza a 20-30 euro posso farlo, questo non è di certo uno scandalo e dipende da tanti fattori come ad esempio il luogo in cui ci si trova. L'importante è che sia di qualità elevatissima, in termini di materie prime, prodotti ma anche di manifattura. Non deve avere difetti, deve corrispondere all'esatto corrispettivo ricevuto”.

I prezzi di Gino Sorbillo

Nel locale Lievito Madre al Duomo Sorbillo fa pagare una marina 7.40 euro, mentre la margherita, che a Napoli costa 5 euro, viene 9.40 euro. La più costosa è la Bufala con cotto e parmigiano: 14.40 euro. “Briatore (che addirittura si definisce un genio a differenza degli altri colleghi, ndr) è libero di impostare la propria attività come meglio crede e rivolgersi a un certo tipo di clientela. Lo spazio per una pizzeria come la sua è limitatissimo: forse in tutt’Italia si potrebbero contare sulle dita di una mano. Magari con 30 clienti al giorno riesce a far quadrare i conti. Per me ce ne vogliono almeno 300. Da noi deve poter venire anche lo studente, il pensionato, il disoccupato”, conclude Sorbillo.
 
Briatore, però, rincara la dose: “Non è vero che la pizza è napoletana – afferma in radio – La si mangia in tutto il mondo. E anche se è stata inventata a Napoli gli altri l'hanno migliorata con gusti diversi: uno può inventare una roba e gli altri la possono modificare e fare meglio”. A questo punto, Gino Sorbillo tenta la via della tregua e a Rtl 102.5 dice: “Propongo una serata a quattro mani tra la mia squadra di pizzaioli e quella di Briatore, per far conoscere ai suoi clienti anche la tipica pizza napoletana. Gli ho lasciato il mio numero di telefono ma ancora non mi ha risposto”.

Spontini, Innocenti: “Trancio di margherita a 5 euro, ma è un grande sforzo”

“A fine marzo abbiamo necessariamente ritoccato all'insù i prezzi di tutte le nostre pizze a eccezione della margherita, il cui prezzo è rimasto a 5 euro – racconta Massimo Innocenti, ceo & founder di Spontini Holding di Milano – Quella abbondante, che ha un peso di circa 450 grammi, costa invece 7 euro. La scelta di tenere invariato il costo della margherita semplice risiede nel fatto che sia il nostro punto di forza e perché siamo consapevoli di quanto i clienti tendano a soffrire l'aumento su un bene come questo. Il formato della nostra pizza è diverso da quella al piatto, va detto però, senza scendere nella polemica, che tenere invariato il pezzo della nostra mergherita è uno sforzo economico non indifferente in un periodo come questo. Noi non abbiamo una supply chain chissà quanto estesa, insistiamo sul territorio e sui prodotti freschi: c'è un aumento generalizzato della mozzarella, del grano e dunque della farina per fare due esempi. Inoltre a Milano il costo del lavoro è molto elevato. Tutto questo, chiaramente, lo scontiamo noi e ricade sulla clientela”.

Specialty Coffee, La San Marco svela i segreti a World Of Coffee

22 giugno 2022 | Redazione

La San Marco organizza, in occasione di World of Coffee che si terrà per la prima volta a Milano, due masterclass per ispirare la comunità del caffè Specialty. A condurre i partecipanti saranno i caff...

Norbert Niederkofler, a fine anno si chiude il suo percorso da Horto

19 ottobre 2026 | Redazione

Il 31 dicembre 2026 si concluderà la collaborazione dello chef tristellato Norbert Niederkofler, che ha accompagnato Horto nei suoi primi quattro anni, contribuendo in modo significativo alla costruzione della sua identità e alla sua crescita.

Notizie correlate

Norbert Niederkofler, a fine anno si chiude il suo percorso da Horto

19 ottobre 2026 | Redazione

Il 31 dicembre 2026 si concluderà la collaborazione dello chef tristellato Norbert Niederkofler, che ha accompagnato Horto nei suoi primi quattro anni, contribuendo in modo significativo alla costruzione della sua identità e alla sua crescita.

Milano a Cubetti 2026: dieci bartender incontrano il Provolone Valpadana DOP

19 ottobre 2026 | Emanuela Balestrino

Si è chiusa la terza edizione della manifestazione che ha proposto 20 drink d’autore e altrettanti finger food. Un suggestivo itinerario di gusto in dieci locali, in cui la mixology ha incontrato ed esaltato le note del Provolone Valpadana DOP Dolce e Piccante

Surgital: obiettivo estero per la nuova linea Bakery di Pastificio Bacchini

14 ottobre 2026 | Redazione

Pancake e crêpes, protagonisti della linea Bakery, possono infatti accompagnare colazione, brunch, pausa veloce, aperitivo e dessert e trovare applicazione dagli hotel ai bistrot, dai ristoranti a catering e catene di ristorazione

Debutta a Milano Rosso, format premium di Rossopomodoro. Le prossime aperture in Italia e all'estero

12 ottobre 2026 | Matteo Cioffi

Rosso, dopo l’esordio milanese, avvierà il piano di espansione che prevede nel 2027 un’apertura a Roma e una all’estero. Nei prossimi tre anni previste dieci nuove aperture

Carne e food cost: l'Atlante delle carni Cattel insegna come migliorare la marginalità nella ristorazione

12 ottobre 2026 | Redazione

Un progetto di cultura gastronomica che guida il ristoratore tra tagli, provenienze, filiere, caratteristiche e destinazioni in cucina, mettendo al centro tracciabilità, resa e corretta valorizzazione della materia prima

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 390 - Ottobre 2026
10 2026

Primi. E poi?

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati