Già, perché la nostra Mixing in NY si trasforma in Mixing in the world, ovvero una macro rubrica divisa in micro sezioni, tra cui Mixing in Madrid. Obiettivo? Raccontare le tendenze del bere miscelato nel mondo tra format, tecniche e idee da rivisitare al volo attraverso la voce di alcuni dei barman italiani più accreditati oggi residenti all’estero. Da leggere in un momento di tranquillità per riflettere e prendere spunti. Buona lettura! Luca Anastasio, quali sono le principali differenze tra i bar degli hotel di lusso madrileni e quelli italiani?Dal punto di vista del target di riferimento a Madrid, oltre alle celebrity e alle persone di ceto alto, buona fetta della clientela degli hotel di lusso è rappresentata da turisti della classe media in cerca di nuove esperienze e di inedite emozioni. Di conseguenza i barman hanno a che fare con una clentela più eterogenea e variegata di quella che in genere si trova in Italia.
Quanto all’offerta food&beverage, sulla scia delle tendenze londinesi, anche a Madrid negli hotel 5 stelle si punta sempre più spesso sul food pairing.Quali sono i tre bar d’hotel più trendy di Madrid?
Un punto di riferimento è il
Glass Bar dell’Hotel Urban, locale scenografico all’interno di un albergo moderno dotato anche di un roof bar.
Ci ho lavorato per tre anni, durante i quali ho servito una clientela variegata fatta anche di personaggi famosi come
Ricky Martin, Eros Ramazzotti, David Beckham, Rafael Amargo, Juaquin Cortés e Adrien Brody.
Oggi il bancone è nelle mani di
Uge Pereira e
Óscar Durán, due nomi sinonimi di qualità.
In voga è anche il
Domo Bar di Diego Cabrera all’interno dell’Hotel EuroBuilding, a pochi metri dallo Stadio Santiago Bernabéu. Qui oltre agli ottimi cocktail il punto di forza è l’offerta di food pairing con drink abbinati ai piatti firmati da chef stellati Michelin come Paco Roncero e David Muñoz.
Molto trendy è poi
il pool roof bar dell’Hotel Emperador nella Gran Vía, dotato della piscina d’albergo più grande della città e di un Night Bar in stile American Bar che apre quando chiude il Roof Bar. Per me, rappresenta una seconda casa.
[ngg_images source="galleries" container_ids="167" sortorder="1864,1869,1865,1867,1866,1868" display_type="photocrati-nextgen_basic_imagebrowser" ajax_pagination="0" order_by="sortorder" order_direction="ASC" returns="included" maximum_entity_count="500"]I cocktail più richiesti nei bar d’hotel più cool di Madrid?
Il re dei cocktail è il Gin Tonic, che ormai è considerato quasi un drink nazionale. Negli hotel di lusso viene proposto con una quarantina di gin diversi e con distinte toniche, servito in una copa balón -ovvero in un bicchiere a palla- colmo di ghiaccio rigorosamente cristallino.Altre tendenze?
Ora a Madrid è tempo di riscoperta degli alcolici nazionali nella preparazione dei cocktail, come il vino de Jerez e il Brandy spagnolo. Inoltre sempre più barman sono impegnati nella ricerca nell’ambito delle spezie. Non basta: un nuovo trend è il maridage, ovvero la proposta di cocktail con tapas moderne.C’è qualcosa che dovremmo apprendere dai bartender degli alberghi di lusso madrileni?
La modestia, la solarità e la capacità di entrare in empatia con il cliente.
Veniamo quindi alle tecniche di miscelazione: qual è lo scenario?
La parola chiave a Madrid è precisione. Non a caso nei bar degli hotel di lusso tutti i barman usano i jigger per assicurare al cliente un drink perfettamente equilibrato.
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SHERRY & MINT JULEP[/caption]
Luca Anastasio
Bartender & Beverage Consultant/ International Professional Trainer
www.lucaanastasio.com
Il barman Luca Anastasio insegna ai lettori di Mixer come si prepara il SHERRY&MINT JULEP in un tutorial esclusivo. Clicca qui.