Michela Cerruti. Adoro il motorsport ma alla Carbonara non resisto

Michela Cerruti nasce a Roma ma vive a Milano, laureata in psicologia all'Università Cattolica del Sacro Cuore, figlia d'arte, s’innamora della velocità fin da bambina. Suo papà Aldo Cerruti è stato i...

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Michela Cerruti nasce a Roma ma vive a Milano, laureata in psicologia all'Università Cattolica del Sacro Cuore, figlia d'arte, s’innamora della velocità fin da bambina. Suo papà Aldo Cerruti è stato infatti un campione dell'automobilismo italiano negli anni '60 e '70, conosciuto con il soprannome di Baronio. Oggi corre come pilota professionista, praticamente imbattibile nel Campionato GT, maschi compresi.

Michela, come sei arrivata a correre? È stato tuo padre a spingerti?

È stato per caso. Ho preso la patente e ho scoperto la passione della guida. Mio padre, ex pilota, mi ha fatto fare un corso di guida sicura per essere certo che avessi tutto sotto controllo. Il risultato è che qualcuno si è accorto del mio talento e lo ha spinto a farmi correre. Ci è voluto un po' a convincerlo, ma poi ha ceduto.

Correre per te cosa significa?

È la mia ragione di vita, la mia passione, è ciò che mi dà più emozioni. Non riuscirei a pensare alla mia vita senza corse, da quando ho iniziato non sono più riuscita a farne a meno, è uno sport che mi ha fatto crescere molto.

Sei laureata in psicologia: puoi dirmi se trovi un nesso tra la psicologia e l’automobilismo?

C'è un nesso come in tutti gli sport. Lo sport in generale è un campo in cui la psicologia si applica regolarmente al giorno d'oggi, e nel caso del motorsport, la forza mentale fa almeno il 70% del lavoro. Detto questo, i miei studi non hanno aiutato me in particolare ad auto-analizzarmi, ma sicuramente sono molto interessata ai meccanismi mentali che scattano negli atleti in determinate situazioni di stress/sconfitta/successo.

Sei una dei pochi piloti di sesso femminile, perciò ti misuri regolarmente con gli uomini. C’è più gusto a batterli?

Non corro per battere gli uomini, corro per vincere e basta. A me piace correre, non lo faccio perché amo misurarmi contro gli uomini, ma la situazione lo implica, perché la separazione tra uomini e donne non è applicata ed è assolutamente fisiologico che siamo poche a voler intraprendere questa strada. Dopodiché, è inutile negare che vederli arrabbiarsi mi faccia divertire molto, specialmente se il loro malumore è causato da una mia vittoria!

Hai vinto gare in varie categorie. Qual è quella verso la quale ti senti più portata?

Sicuramente il GT e le gare endurance, adoro le 24 ore, sono molto portata per la guida notturna, ma paradossalmente mi manca proprio una vittoria in una di queste gare. Il mio sogno e principale obiettivo a oggi è proprio vincere una 24 ore, a Spa, al Nürburgring o magari a Le Mans.

28 anni per un pilota sono l’età giusta. Il meglio di te l’hai dietro le spalle oppure davanti?

In realtà ho iniziato molto molto tardi rispetto alla maggior parte dei piloti, che in genere iniziano da bimbi. Ho dovuto saltare molte tappe e concentrare il lavoro in questi pochi anni di gare. Ho avuto bellissime soddisfazioni, ma sono in attesa di vittorie ancora più belle.

Quando (speriamo il più tardi possibile) appenderai... il volante al chiodo, cosa pensi di fare? Resterai nell’automobilismo come giornalista o commentatrice, o c’è qualche altra professione che ti tenta?

Difficile onestamente cimentarmi in una nuova professione da zero, visto che come minimo avrò più di 30 anni, quindi mi piacerebbe ovviamente restare nel mondo del motorsport o dello sport in generale. Lavorare in televisione non è mai stato tra i miei desideri, ma ho scoperto in questi anni di essere bravina davanti alla telecamera, per cui perché no!

Qual è la dieta di un pilota automobilistico, o almeno quella che osservi tu, se ne osservi una?

Cerco sempre di non mangiare schifezze, cose troppo grasse o unte, ma amo molto mangiare e bere bene, andare al ristorante e provare cucine diverse. Adoro la pizza e me la concedo, come anche i dolci. Ovviamente nei giorni prima e durante le gare mangio molto leggero, un po' di pasta e insalata a pranzo, carne o pesce la sera. A un dolcino non rinuncio mai, fa bene al cuore...

Al volante sei un asso. E ai fornelli come te la cavi?

Non chiedetelo ai miei amici, vi diranno cose orribili sulle mie capacità culinarie! In effetti non sono proprio un talento straordinario ai fornelli, per fortuna guido molto, molto meglio!

Sei una buona forchetta? Quali sono i cibi che prediligi? e le bevande (ovviamente, lontano dalle competizioni)?

Mi piace quasi tutto, tantissimo la pasta e la pizza, la carne rossa ma anche il pesce e i crostacei. Una buona carbonara mi manda in estasi! Durante l'inverno mi piace bere il vino rosso, magari un toscano, mentre quando fa caldo bevo più il bianco, un po' fruttato. La birra la berrei anche a colazione, ma giuro che non lo faccio mai!!

C’è un piatto, o una bevanda, che in qualche modo ti rappresenta nel carattere?

Forse gli spaghetti con le vongole, la mia pasta preferita di quando ero bambina. Sono semplici ma tanto buoni, con un pochino di peperoncino che dà carattere, ma senz'aglio, se no diventano pesanti, e io non sono pesante ;-)

C’è qualche episodio divertente legato al cibo o alle bevande che puoi raccontarci, relativo alla tua carriera sportiva o al tuo privato?

Quest'anno corro per un team tedesco. I tedeschi hanno molte qualità, ma in cucina non sempre sono i migliori... Durante le gare di durata, specialmente le 24 ore, l'alimentazione è fondamentale e condiziona la performance di un pilota in maniera determinante. Ecco, io per fortuna avevo un team italiano nel box a fianco e andavo lí di nascosto a mangiare la pasta. Non volevo che il mio team ci rimanesse male, per cui non gliel'ho mai detto.

C’è nella città dove vivi, o in qualsiasi luogo del mondo in cui ti rechi per le gare, qualche locale di ristorazione (ristorante, bar, ecc.) dove ti rechi sempre volentieri? e se sì, quale e perché?

È un paio d'anni che non corro al Mugello e mi manca molto, anche perché c'é un ristorante subito fuori dal casello di Barberino in cui fanno una fiorentina meravigliosa, tappa fissa del pre e post weekend di gara toscano.

Nella prefazione alle sue Memorie, Casanova scrisse che il sistema migliore per capire il carattere di una persona è quello di osservare ciò che mangia. Sulla base dei suoi gusti a tavola, di te cosa potremmo dedurre?

Che amo viaggiare e scoprire cose nuove, assaporo ogni attimo delle esperienze che faccio e non voglio mai perdermi nulla. Sono una che cerca emozioni forti e intense, le vie di mezzo non mi entusiasmano, l'indecisione mi infastidisce.

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