Dopo Napoli, dove la giunta Manfredi ha sospeso per tre anni l’apertura di nuovi bar, ristoranti e locali per tutelare l’area Unesco della città:, e dopo le sentenze di Torino e Brescia che hanno condannato le amministrazioni a pagare i danni per il troppo rumore, la battaglia contro la malamovida arriva anche a Milano.
A partire dal 2024, nel capoluogo meneghino nascerà un Regolamento dei pubblici esercizi che potrà arrivare a contingentare le nuove aperture nelle zone della movida considerate rosse, cioè già molto critiche. In queste aree - Duomo, Arco della Pace, Ticinese, Darsena, Navigli, Tortona, Nolo, corso Como, Gae Aulenti, Garibaldi, Brera, Isola, Lazzaretto, Melzo, Sarpi, Bicocca - il Comune potrà arrivare a limitare gli orari di apertura dei dehors e delle occupazioni esterne dei locali, oltre che emanare ordinanze che impediscono l'uso del vetro.
All’interno di ogni area verranno monitorate le singole vie, la presenza di locali, gli orari di chiusura, gli spazi esterni e gli spazi interni. Quando l’ago della bilancia supera un certo limite determinato dalla soglia di disturbo della quiete pubblica, scatterà il blocco. Inoltre il nuovo regolamento, che dovrà passare al vaglio del Consiglio comunale ed entrerà in vigore la prossima estate, prevede ordinanze che avranno una durata superiore ai 30 giorni, come invece avviene adesso.
Secondo gli ultimi dati, negli ultimi venti anni il numero dei pubblici esercizi nella metropoli lombarda è aumentato del 58% arrivando a circa 10mila unità.