L’espresso italiano a una svolta generazionale: il punto di Carlo Odello

C’è in Italia un movimento che sta passando un po’ sotto traccia. Anzi, definirlo tale non è corretto: i suoi esponenti non hanno un leader, non si battono per un’esplicita causa comune (ma inconsapev...

Condividi l'articolo

C’è in Italia un movimento che sta passando un po’ sotto traccia. Anzi, definirlo tale non è corretto: i suoi esponenti non hanno un leader, non si battono per un’esplicita causa comune (ma inconsapevolmente ce l’hanno), tengono un tono pacato, non fanno rumore. Al contrario, camminano con tranquillità nella stessa direzione, anche se non sempre si conoscono tra loro. Sono la nuova generazione dei piccoli e medi torrefattori italiani, i figli e le figlie di famiglie che hanno speso nel caffè due o tre generazioni, i rappresentanti di marchi che hanno scritto belle pagine di storia dell’espresso italiano. Tra loro spesso non si conoscono, ma non per mancanza di voglia di relazioni. Semplicemente la stragrande maggioranza è a bottega, nel senso più rinascimentale della parola: impara il mestiere e al contempo lo innova. La mattina questi giovani uomini e queste giovani donne si alzano e vanno in torrefazione, spesso la stessa dove hanno visto lavorare i loro padri e le loro madri da bambini (e molti di loro ricordano bene i nonni che li lasciavano magari giocare tra i sacchi di caffè). Quello che per alcuni è solo un magazzino di caffè verde è per molti di loro un luogo dell’infanzia. La tostatrice evoca ricordi di famiglia: qualcuno in torrefazione già ci porta i propri di bambini.

IL PROFILO

Si badi bene che questi figli e figlie di torrefattori non sono quasi mai dei romantici sognatori: il passato gli dà familiarità con il caffè ma loro vivono saldamente nel presente e verso il futuro. Molti si sono laureati e non certo per regalare un fremito d’orgoglio a mamma e papà. Studiare gli ha permesso di dotarsi di strumenti utili, è stata una scelta consapevole. Parecchi hanno viaggiato, e continuano a farlo, e non per diletto: il loro obiettivo è portare all’estero il loro caffè. Se la generazione precedente, o quella prima ancora, ha costruito l’azienda, loro vogliono farle valicare i confini. Per questo spesso sono attenti a quanto succede sui cosiddetti nuovi mercati e cercano di cogliere le tendenze: vogliono capire dove posizionarsi con i loro prodotti. Tanti tra loro ripercorrono anche a ritroso la filiera del caffè, vanno nei paesi del verde perché sono ben consapevoli che la qualità inizia dalla pianta: cosa certamente nota anche ai loro padri e nonni ma oggi più facilmente verificabile di persona.

PENSANDO AL FUTURO

Si dice che una foresta che cresce non fa rumore: anche questi giovani non lo fanno. Sono animati da una volontà concreta che mira solo a garantire un futuro radioso alla propria azienda e ai loro collaboratori (alcuni dei quali hanno iniziato magari a lavorare con la generazione precedente e hanno visto bambini questi neo-imprenditori). Inoltre, punto da non sottovalutare, sono questi ventenni che si affacciano ai trent’anni (o trentenni ormai maturi) che hanno in mano un’incredibile opportunità: coniugare l’innovazione con la tradizione, pensare al futuro facendo tesoro dell’esperienza del passato. Il futuro dell’espresso italiano è letteralmente nelle loro mani

L’autore è Consigliere dell’Istituto Internazionale Assaggiatori Caffè e Amministratore del Centro Studi Assaggiatori.

Gli attrezzi del mestiere: Welcome Water

27 febbraio 2018 | Redazione

Quello che gli italiani dicono dell’Italia è senza dubbio vero: abbiamo i migliori mezzi per raggiungere qualunque risultato, ma purtroppo rincorriamo sempre senza mai metterci in testa. Questo vale p...

Il valore del caffè non si difende soltanto in torrefazione. La riflessione di Orazio Rotondo, presidente di Associazione Caffè Sicilia

28 agosto 2026 | Redazione

Al centro dell'intervento le problematiche che pone la distribuzione del caffè monoporzione, il ruolo dei torrefattori e la necessità di una politica commerciale capace di proteggere valore, marginalità e professionalità della filiera

Notizie correlate

Dojo e Bancomat rafforzano l'offerta dei pagamenti digitali in Italia

23 luglio 2026 | Redazione

Grazie all’accordo, i terminali POS di Doio saranno abilitati ad utilizzare il circuito Bancomat

Facile Noleggiare, come affittare i macchinari professionali per il fuori casa

20 luglio 2026 | Redazione

In un mercato da oltre 100 miliardi di euro, dove più di 324 mila imprese e oltre un quarto delle aziende investe già nell'ammodernamento delle proprie strutture, la nuova competitività passa dalle attrezzature professionali

La Pavoni presenta la nuova gamma Cellini e punta sul segmento professionale

10 luglio 2026 | Redazione

La nuova linea è pensata per chi non cerca semplicemente una macchina da caffè, ma uno strumento di precisione per interpretare il caffè

Agentic commerce, come l’IA sta cambiando il mondo dei consumi

09 luglio 2026 | Domenico Apicella

L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il nostro modo di fare acquisti, con un impatto che riguarda tutti gli ambiti del consumo, compreso quello fuori casa

Rational, la pulizia diventa sostenibile e autonoma per ogni generazione di sistemi

19 giugno 2026 | Redazione

La nuova formulazione dei detergenti per SelfCookingCenter e CombiMaster Plus, oggi completamente priva di fosfati, consente di ridurre l’impatto ambientale mantenendo invariati gli standard di pulizia e sicurezza

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 388 - Luglio/Agosto 2026
07 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati