Jobs Act, le indicazioni utili per i titolari di pubblico esercizio

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta circa un mese fa, degli ultimi quattro decreti legislativi si è completato il percorso di riforma del mercato del lavoro (cd. Jobs act), voluto dal...

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Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, avvenuta circa un mese fa, degli ultimi quattro decreti legislativi si è completato il percorso di riforma del mercato del lavoro (cd. Jobs act), voluto dal Governo Renzi. Progetto che era iniziato con la pubblicazione dei primi quattro decreti legislativi, dei quali avevamo parlato in un precedente numero del giornale, riguardanti: il contratto a tempo indeterminato a Tutele Crescenti; l’introduzione della NASpI nuova assicurazione sociale per l’impiego; la maternità e la conciliazione vita/lavoro ed il T.U. di riordino dei Contratti di Lavoro. Probabilmente non è il tanto invocato codice del lavoro e tuttavia è un passo significativo in quella direzione, anche se ci vorrà del tempo per capire l’impatto che questa riforma, che tocca praticamente tutto il sistema del lavoro (dalle tipologie contrattuali alla disciplina del rapporto di lavoro con riferimento alla disciplina delle mansioni, dalle politiche del lavoro ai servizi per l’impiego, dalla riforma degli ammortizzatori sociali in costanza del rapporto di lavoro al trattamento di disoccupazione, ed infine la riforma dei servizi ispettivi) riuscirà a generare sul mondo del lavoro. Ma cosa dicono in concreto gli ultimi decreti? Esaminiamoli uno per uno. Disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro Il decreto rende strutturale la NASpI, la nuova indennità in vigore dal 1° maggio 2015, a 24 mesi, introducendo una salvaguardia, seppur in Lavoro 1via provvisoria solo per il 2015, con riferimento ai lavoratori stagionali del settore del turismo. Infine, il decreto prevede interventi anche in materia di fondi di solidarietà. A decorrere dal 1° gennaio 2016, il fondo di solidarietà residuale (ossia il fondo che opera per tutti i settori i quali, oltre a non rientrare nell’ambito di applicazione delle integrazioni salariali ordinarie o straordinarie, non abbiano costituito fondi di solidarietà bilaterali) assume la denominazione di Fondo di Integrazione Salariale ed è soggetto a una nuova disciplina. Nell’ambito di applicazione rientrano i datori di lavoro che occupano mediamente più di 5 dipendenti (con la previgente disciplina rientravano nell’ambito di applicazione del fondo di solidarietà residuale i datori di lavoro che occupano mediamente più di 15 dipendenti), a fronte del pagamento di un’aliquota dello 0,45% della retribuzione a partire dal 2016 (per le imprese oltre i 15 dipendenti, l’aliquota sarà dello 0,65%).

Disposizioni per la razionalizzazione e la semplificazione dell’attività ispettiva in materia di lavoro e legislazione sociale

Il decreto legislativo prevede, al fine di razionalizzare e semplificare l’attività ispettiva, l’istituzione dell’Ispettorato nazionale del lavoro. La principale funzione dell’Ispettorato nazionale, risiede nel coordinamento, sulla base di direttive emanate dal Ministro del lavoro e delle politiche sociali, della vigilanza in materia di lavoro, contribuzione e assicurazione obbligatoria. A tal fine, l’Ispettorato definisce tutta la programmazione ispettiva e le specifiche modalità di accertamento e detta le linee di condotta e le direttive di carattere operativo per tutto il personale ispettivo (compreso quello in forza presso INPS e INAIL). Ciò dovrebbe evitare il sovrapporsi dei numerosi controlli, sempre sulla stessa materia, da parte dei vari organi ispettivi, lamentati spesso dalle imprese del nostro settore.

Disposizioni per il riordino della normativa in materia di servizi per il lavoro e le politiche attive

Viene istituita una Rete Nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, coordinata dalla nuova Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), e formata dalle strutture regionali per le Politiche attive del Lavoro, dall’INPS, dall’INAIL, dalle Agenzie per il lavoro e dagli altri soggetti autorizzati all’attività di intermediazione, dagli enti di formazione, da Italia Lavoro, dall’ISFOL (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori) nonché dal sistema delle Camere di commercio, dalle università e dagli altri istituti di scuola secondaria di secondo grado.

Disposizioni di razionalizzazione e semplificazione delle procedure e degli adempimenti a carico di cittadini e imprese e altre disposizioni in materia di rapporto di lavoro e pari opportunità

Le disposizioni contenute nel decreto possono essere suddivise nei seguenti gruppi fondamentali. I) Semplificazioni di procedure e adempimenti a) Razionalizzazione e semplificazione dell’inserimento mirato delle persone con disabilità con la possibilità di assumere i lavoratori con disabilità mediante la richiesta nominativa, ma inseriti nelle apposite liste). b) Razionalizzazione e semplificazione in materia di costituzione e gestione del rapporto di lavoro. I principali interventi riguardano la tenuta, a decorrere dal 1° gennaio 2017, del libro unico del lavoro in modalità telematica presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali; la previsione che tutte le comunicazioni in materia di rapporti di lavoro siano effettuate esclusivamente in via telematica mediante modelli semplificati; il potenziamento della Banca dati politiche attive e passive. c) Razionalizzazione e semplificazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di assicurazione obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Le principali modifiche riguardano: lo svolgimento diretto da parte del datore di lavoro dei compiti di primo soccorso, nonché di prevenzione degli incendi e di evacuazione, anche nelle imprese o unità produttive che superano i cinque lavoratori; la trasmissione all’INAIL del certificato di infortunio e di malattia professionale esclusivamente per via telematica, con conseguente esonero per il datore di lavoro; l’abolizione dell’obbligo di tenuta del registro infortuni. d) Revisione delle sanzioni in materia di lavoro e legislazione sociale i cui principali interventi riguardano: la modifica alla c.d. maxisanzione per il lavoro “nero” con l’introduzione degli importi sanzionatori “per fasce”, anziché legati alla singola giornata di lavoro irregolare e la reintroduzione della procedura di diffida, che consente la regolarizzazione delle violazioni accertate. II) Disposizioni in materia di rapporto di lavoro I principali interventi riguardano la revisione della disciplina dei controlli a distanza del lavoratore, con un intervento sull’art. 4 dello Statuto dei lavoratori per adeguare la disciplina all’evoluzione tecnologica; l’introduzione di modalità semplificate per effettuare le dimissioni e la risoluzione consensuale del rapporto di lavoro, esclusivamente con modalità telematiche su appositi moduli resi disponibili dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali attraverso il sito istituzionale.

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