Stoppani (Fipe); il tatuaggio non è ancora universalmente accettato

Non esiste una posizione univoca in materia di tatuaggi quando si parla di pubblici esercizi. [caption id="attachment_82368" align="alignleft" width="151"] Lino Stoppani, presidente Fipe[/caption] Com...

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Non esiste una posizione univoca in materia di tatuaggi quando si parla di pubblici esercizi.

[caption id="attachment_82368" align="alignleft" width="151"]Lino Stoppani, presidente Fipe Lino Stoppani, presidente Fipe[/caption]

Come sottolinea Lino Stoppani, presidente della Fipe – Federazione Italiana Pubblici Esercizi, «se nel caso di discoteche e locali di tendenza questi elementi estetici possono essere bene accetti, non altrettanto avviene in locali che si rivolgono soprattutto a una clientela ‘classica’, che ancora può ricavare dalla vista di tattoo una sensazione di disordine. In questi casi la loro presenza rientra fra quegli elementi valutati in fase di selezione del personale, al pari del taglio di capelli e barba o dei piercing». Per Stoppani «un tatuaggio, se può non essere un problema per un cuoco che lavora lontano dalla vista del pubblico, certamente non è ancora universalmente accettato, in particolare dalla clientela di una certa età e in determinate tipologie di locali in cui il personale deve rispondere a criteri estetici tradizionali. Ecco perché generalmente anche le scuole professionali, in sede di formazione, sconsigliano ai ragazzi l’esibizione di tatuaggi e piercing in un contesto lavorativo.

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