Pubblici esercizi, Centro Studi Fipe: imprenditoria femminile al +29%

I pubblici esercizi si confermano tra i principali motori per l'occupazione e l'imprenditoria femminile in Italia. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Centro Studi di Fipe-Confc...

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I pubblici esercizi si confermano tra i principali motori per l'occupazione e l'imprenditoria femminile in Italia. In occasione della Giornata Internazionale della Donna, il Centro Studi di Fipe-Confcommercio, al lavoro sul nuovo Rapporto Ristorazione, ha restituito una prima fotografia, con il supporto di dati Istat, di un comparto in cui la leadership femminile è una solida realtà strutturale: secondo i numeri relativi al 2024, le imprese attive guidate da donne sono 94.347, pari al 28,8% del totale. Una quota nettamente superiore alla media dell’intero tessuto imprenditoriale nazionale, dove le imprese femminili si fermano a circa il 22%.

ISTAT: OLTRE 10 MILIONI DI LAVORATRICI

Questo solido presidio si conferma anche sul fronte dell’occupazione dipendente. Oggi le donne rappresentano infatti il 50,7% della forza lavoro del comparto, corrispondenti a circa 565mila unità, con una crescita annuale che sfiora i 6 punti percentuali. Questi dati settoriali si inseriscono in un contesto nazionale positivo: secondo le rilevazioni Istat di gennaio 2026, il tasso di occupazione femminile in Italia ha superato il traguardo delle 10 milioni di lavoratrici. «Il dinamismo del nostro settore trae oggi una linfa vitale dalla presenza femminile, la cui spinta imprenditoriale non solo supera la media nazionale, ma funge da vero traino per l’intero comparto, generando ricadute sociali profonde e positive su tutti i territori - dichiara Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio -. Sostenere e incentivare il lavoro femminile nei pubblici esercizi non solo migliora la condizione femminile, ma migliora il settore perché spinge verso scelte di welfare economico e sviluppo culturale, fatto di pari diritti, doveri, dignità e opportunità».

FIPE: QUASI UN’IMPRESA SU TRE A TRAZIONE FEMMINILE

Le donne non rappresentano solo una componente essenziale della forza lavoro, ma guidano i pubblici esercizi con visione e determinazione. Lo ribadisce Valentina Picca Bianchi, presidente del Gruppo Donne Imprenditrici di Fipe e alla guida del Comitato Impresa Donna al Mimit: «Avere quasi un'impresa su tre a trazione femminile significa innestare nei territori modelli di business naturalmente orientati all'inclusione, capaci di generare nuovo lavoro per altre donne e di sperimentare soluzioni concrete per l'equilibrio tra professione e famiglia».

Il nostro Paese sta registrando progressi incoraggianti, inserendosi in un percorso di crescita che guarda con fiducia agli standard europei. Il tasso di occupazione femminile, che ha raggiunto il 57,6%, rappresenta una base solida su cui continuare a costruire per avvicinarsi alla media Ue del 71%. Questo si aggiunge la necessità di garantire ambienti sicuri, impegno che la federazione porta avanti in prima linea attraverso il progetto #SicurezzaVera, siglato insieme alla Polizia di Stato per prevenire e contrastare la violenza di genere. «Le celebrazioni dell'8 marzo non bastano: è necessario un impegno costante - conclude Picca Bianchi -. Come Fipe continuiamo a investire in formazione, mentoring e sicurezza, ma alle istituzioni chiediamo un'alleanza coraggiosa. Gli incentivi economici sono fondamentali, ma da soli non bastano se non smantelliamo le barriere sistemiche che rallentano l'accesso ai ruoli decisionali. Dobbiamo imporre un vero e proprio cambio di paradigma: l'empowerment femminile è la chiave di volta per la competitività di tutta l'Italia».

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