Pecorino Romano, il formaggio decantato da Virgilio diventa una Dop

Un nome che affonda le sue radici niente meno che nell’Impero Romano. Sì, perché il Pecorino Romano con la sua ottima capacità di trasporto e di conservazione e i caratteristici valori nutritivi dall’...

Condividi l'articolo

Un nome che affonda le sue radici niente meno che nell’Impero Romano. Sì, perché il Pecorino Romano con la sua ottima capacità di trasporto e di conservazione e i caratteristici valori nutritivi dall’importante componente energetica, ha rappresentato, oltre duemila anni fa, il cibo ideale per il sostentamento dei legionari romani che ne assumevano giornalmente una razione prestabilita.

Apprezzato non solo dall’esercito ma trasversalmente da tutte le classi sociali dell’epoca, il Pecorino Romano imbandiva i simposi e rallegrava le umili tavole della gente comune, rappresentando, dunque, un’importante fonte di nutrimento, ma anche un cibo appagante.
Quasi un primato di anzianità quello del Pecorino Romano, testimoniato peraltro dalle citazioni di illustri studiosi del tempo come Virgilio, Varrone, Galeno e Plinio il Vecchio che nei loro scritti ne descrivevano con dovizia di particolari, tecnica di produzione e proprietà nutritive, molto simili a quelli che ancora oggi conosciamo.

Sembra quindi che non ci siano dubbi sul fatto che Roma e l’alto Agro Romano abbiano dato i natali al Pecorino Romano come oggi lo conosciamo, ma è altrettanto vero che a partire dalla fine dell’Ottocento l’arte della sua lavorazione ha oltrepassato i confini della regione arrivando in Toscana e in Sardegna.

In particolare nell’isola, già nota per la sua millenaria tradizione casearia, proliferarono numerosi centri di trasformazione e stagionatura del formaggio che l’hanno resa fino ai giorni nostri il maggiore centro di produzione. Dall’Impero Romano al XXI secolo non è cambiato molto nella filiera produttiva del Pecorino Romano: sono rimaste invariate le zone d’origine, che continuano a essere esclusivamente il Lazio, la Sardegna e la provincia di Grosseto; e rimane gelosamente custodito il procedimento di lavorazione che differisce solamente nei luoghi delle fasi di trasformazione, oggi realizzate in moderni caseifici le cui tecnologie all’avanguardia consentono di garantire ai consumatori standard igienico-sanitari superiori e in linea con i dettami moderni.

Insignito della certificazione Dop, il Pecorino Romano si inserisce in un vasto panorama di formaggi a marchio Dop dell’Unione Europea ed è tra questi uno dei più apprezzati a livello nazionale e internazionale. Ad oggi però si fatica a dare ai prodotti a certificazione europea il giusto riconoscimento in termini di documentata qualità, complice un panorama merceologico che tende ad appiattire e standardizzare l’offerta.

In un mercato fortemente globalizzato com’è quello che caratterizza l’economia moderna non c’è scampo neanche per il settore agroalimentare, ed ecco che il valore delle straordinarie risorse del patrimonio agricolo europeo e le stesse “diversità” dei prodotti restano sconosciuti ai più o quanto meno sottovalutati rispetto all’enorme potenziale.

L’importanza di scegliere prodotti certificati dall’Unione Europea, e quindi l’importanza del marchio Dop, risiede nella possibilità di assicurarsi un prodotto che è il risultato di rigorosi metodi di produzione e controllo, certificati e garantiti da appositi riconoscimenti dell’Unione. Gli elevati standard che accompagnano l’intera filiera produttiva delle eccellenze certificate Ue tutelano il consumatore garantendogli originalità, naturalezza e qualità del prodotto finale.

È in questo quadro che si inserisce il progetto “Chizu”, iniziativa promossa dal Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano e finanziata dall’Unione Europea, che rientra nel Programma Chizu a favore dei prodotti agricoli europei di cui il Pecorino Romano si fa ambasciatore. Il progetto prevede iniziative di promozione e informazioni per un periodo di 3 anni, dal 01/02/2020 al 31/01/2023, ed è rivolto sia all’opinione pubblica in generale sia agli operatori del settore.

Pecorino Romano Dop è un prodotto caseario dalle note intense e inconfondibili, che grazie ai suoi molteplici usi in cucina conquista tutti i palati: un’iniezione di sapore, energia e leggerezza grazie anche alla sua facile digeribilità. Un alimento dalle proprietà benefiche di antichissima valenza ma al tempo stesso prodotto versatile e moderno: il Pecorino Romano può considerarsi a tutti gli effetti un alimento naturalmente privo di lattosio e quindi idoneo alla crescente richiesta globale di prodotti lactose free che deriva da allergie e intolleranze.

Un’ eccellenza italiana unica che si avvia a rappresentare al meglio il patrimonio agricolo europeo nel mondo.

Il caffè napoletano candidato a Patrimonio dell'Umanità Unesco

15 luglio 2020 | Redazione

La giunta regionale della Campania ha trasmesso alla Commissione italiana per l'Unesco il dossier di candidatura "La cultura del caffè espresso napoletano", a firma del presidente Vincenzo De Luca, ch...

The World’s 50 Best Restaurants 2026: Asador Etxebarri conquista il mondo, l’Italia resiste con cinque insegne

05 novembre 2026 | Giovanni Angelucci

Il successo di Victor Arguinzoniz racconta una certa idea di cucina: pochi elementi, ingredienti eccellenti e una tecnica portata a livelli quasi maniacali

Notizie correlate

The World’s 50 Best Restaurants 2026: Asador Etxebarri conquista il mondo, l’Italia resiste con cinque insegne

05 novembre 2026 | Giovanni Angelucci

Il successo di Victor Arguinzoniz racconta una certa idea di cucina: pochi elementi, ingredienti eccellenti e una tecnica portata a livelli quasi maniacali

Anchor Bar sbarca in Italia con le Buffalo Wings originali

05 novembre 2026 | Redazione

Il marchio che ha dato il nome alle Buffalo Wings apre il mercato italiano con Incredible Truths! e Shibumi Digital. Al via la ricerca di partner distributivi per retail e ristorazione

Italian Food Academy: parte il progetto B2B per le aziende della ristorazione

04 novembre 2026 | Redazione

La nuova Business Solution non si limita alla formazione in aula, ma prevede un modello di partnership con le aziende che comprende placement e tirocini, formazione aziendale, borse di studio e sponsorship, possibilità di diventare Ambassador e sede ufficiale IFA e attività di co-marketing ed eventi

Addio a Nadia Santini, prima chef italiana con tre stelle Michelin

03 novembre 2026 | Redazione

Il massimo riconoscimento della Guida Michelin era stato conquistato nel 1996, e poi mantenuto ininterrottamente per trent’anni. Nel 2013 era stata premiata come World’s Best Female Chef

Panettone, doppio oro e un argento per l'Italia alla World Cup. Il Pandoro va al Giappone

02 novembre 2026 | Redazione

Archiviata la trasferta giapponese, la sfida torna in Italia. Il 15 e 16 novembre sarà la Fiera Gustus — il Salone professionale dell’agroalimentare, dell’enogastronomia e della tecnologia, in scena nella Mostra d’Oltremare di Napoli ad ospitare finale del Miglior Panettone del Mondo

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 390 Supplemento - Coffee Trend 2027
10 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati