Milan Coffee Festival, Carlos Alvarado "Coffee Master" per l'Italia

Il 28enne Carlos Alvarado, originario di El Salvador, ma in Italia dal 2013, è il vincitore di CMx - Italia, la prima competizione nazionale per baristi legata al rinomato format di Coffee Masters, di...

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Il 28enne Carlos Alvarado, originario di El Salvador, ma in Italia dal 2013, è il vincitore di CMx - Italia, la prima competizione nazionale per baristi legata al rinomato format di Coffee Masters, di scena lo scorso weekend allo Spazio Pelota di via Palermo nell’ambito della prima edizione del “Milan Coffee Festival”. Al termine di tre giorni di contest dal ritmo serrato, Carlos, in forza alla caffetteria Checchi Downtown di Brescia, l’ha spuntata sugli altri sette finalisti in gara superando una serie di avvincenti sfide testa a testa, a eliminazione diretta, che, commentate in tempo reale da Francesco Sanapo (titolare di Ditta Artigianale, tostatore, pluripremiato campione barista e barista trainer) e Antonia Trucillo (Marketing & Accademia Manager alla Cesare Trucillo Spa e trainer SCA – Specialty Coffee Association), hanno tenuto il pubblico con il fiato sospeso fino all’ultimo. Il giovane barista latino-americano, già primo classificato alla Grit & Grind Aeropress Competition di Faema, ha letteralmente conquistato gli esperti della giuria dimostrando abilità e competenza nelle 7 discipline chiave in cui i concorrenti di CMx - Italia sono stati chiamati a cimentarsi: il Cupping, il Brewing, la Latte Art, l’Ordine, il Signature Drink, la Mistery Box e l’Origine, ovvero la capacità del barista di riconoscere le origini del caffè dal suo gusto.

Nella finalissima, in particolare, Alvarado ha battuto il suo avversario Matteo Pavoni (Peacocks Coffee – Monza) grazie al suo signature drink “Not il solito”, in cui è riuscito a sintetizzare mirabilmente il suo percorso umano e professionale. Alla base del cocktail il caffè El Cipres di El Salvador, in omaggio alle sue origini, miscelato con uno sciroppo allo zafferano - ingrediente rappresentativo di Milano, città in cui ha collezionato le prime esperienze lavorative più significative –, un tocco di “Guelfo” - un amaro prodotto a Brescia, dove Carlos attualmente vive e lavora, composto per il 20% di brandy, con l’aggiunta di 20 erbe aromatiche e invecchiato per 36 mesi in botti di rovere – e, dulcis in fundo, un pestato di ribes. Un drink estremamente bilanciato, caratterizzato da un equilibrio di acidità e dolcezza, con una leggera nota alcolica che lo rende perfetto come “after dinner”, e, dunque, particolarmente apprezzato dalla giuria presieduta da Kris Schakman (co-fondatore, CEO e green buyer di Five Elephant Coffee Roastery & Cake Shop di Berlino) e composta da Chiara Bergonzi (pluricampionessa di Latte Art, trainer SCA e consulente per start-up nel mondo del caffè), Vittorio Barbera (Import & Export Manager e Product Manager di Barbera 1870 Spa e Q grader di Arabica) e Dario Fociani (proprietario e barista al Faro di Roma, il primo caffè ‘specialty’ indipendente della capitale).

“Partecipare a questo contest – ha dichiarato Carlos Alvarado – è stata un’occasione per mettermi in gioco a prescindere dalla gara in sé. Sono consapevole di essere soltanto all’inizio del mio percorso nel mondo del caffè ed è mia intenzione continuare a crescere. Questa competizione mi ha aiutato a capire quali sono gli aspetti in cui devo ancora migliorare. Detto questo, mi ritengo estremamente soddisfatto perché ho gareggiato con dei professionisti di alto livello ed è stato un bellissimo risultato riuscire a classificarmi al primo posto”.

Oltre al titolo di “Campione CMx - Italia”, Carlos si è aggiudicato un premio di mille euro e la qualificazione alla finale mondiale di Coffee Masters, in programma a Londra nel marzo del 2019.

Ludovic Rossignol-Isanovic, fondatore del format Coffee Festival insieme a Jeffrey Young, ha commentato: “Per diventare Coffee Master il barista deve dimostrare un grande livello di bravura in tutte le discipline, dal cupping al brewing, per arrivare infine alla creazione del proprio ‘signature drink’. Carlos Alvarado si è rivelato estremamente talentuoso e nel weekend appena trascorso ha dimostrato competenza, abilità e creatività da vendere. A lui vanno le mie più sentite congratulazioni. Mi fa piacere constatare che il movimento sorto intorno agli ‘specialty coffee’ stia prendendo piede anche in Italia accanto alla cultura tradizionale dell’espresso. Carlos è il perfetto ambasciatore di questa nuova onda. Toccherà ora a lui rappresentare l’Italia alla finale mondiale di Coffee Masters nel marzo del prossimo anno. Non vediamo l’ora di vederlo gareggiare a livello internazionale”.

La tappa italiana di Coffee Masters è stata sicuramente un pezzo significativo del successo del “Milan Coffee Festival”, che ha fatto registrare oltre 4mila visitatori per più di 50 espositori. Un grande successo per l’iniziativa di Allegra Events che celebra il caffè artigianale in tutte le sue declinazioni e che, dopo le edizioni di Londra, Amsterdam, New York e Los Angeles, è approdata per la prima volta a Milano, sfidando il retaggio culturale di un Paese, come l’Italia, ancora saldamente legato alla tradizione dell’espresso. Particolarmente affollate le degustazioni, le dimostrazioni di coffee mixology, ma anche gli spettacoli di latte art, in virtù di una fitta line-up con la partecipazione dei campioni italiani e mondiali di questa singolare disciplina, le conferenze e i dibattiti del Lab, con l’intervento di ospiti illustri, tra cui lo chef spagnolo Ferran Adrià, e, infine, gli aperitivi con musica, pizza, cocktail al caffè, birre artigianali e vini biologici.

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