Le caratteristiche e il profilo degli italiani che bevono vino

[caption id="attachment_24412" align="alignright" width="120"] Bruno Berni[/caption] Se guardiamo al consumo del vino, ci rendiamo conto che l’equazione “bere meno, bere meglio”, che ha portato a un c...

Condividi l'articolo

[caption id="attachment_24412" align="alignright" width="120"] Bruno Berni[/caption]

Se guardiamo al consumo del vino, ci rendiamo conto che l’equazione “bere meno, bere meglio”, che ha portato a un consumo pro capite sotto la soglia dei 40 litri all’anno, non è univoca e, come sempre accade, nasconde diversi segmenti di mercato.

Le radici della tradizione
Vi è infatti una quota importante, circa un 60% di italiani tradizionali, di età prevalentemente matura che ha un consumo di vino abitudinario e funzionale nei diversi momenti della giornata, dal cicchetto di metà mattina all’aperitivo, passando per il pranzo e approdando alla cena.
Sono consumatori molto legati al territorio, preferiscono o si affidano a vini unbranded, spesso al ristorante chiedono il vino alla spina, quello “della casa”. I luoghi del consumo sono il bar diurno, la trattoria locale. Questo cluster del value for money è in contrazione, pur essendo un target interessante per le aziende che puntano ai volumi, ma anche per le cantine sociali, che la fanno un po’ da padrone.
Non è però un segmento monolitico. Si notano fenomeni trasversali verso vini più leggeri e più facili, spesso frizzanti, da allungare con soft drinks o liquori amaricanti (lo spritz, ma non nella versione trendy). Siamo di fronte alla pancia del mercato, diffuso in tutte le aree di provincia, meno in quelle poche metropolitane.

Il consumatore volubile
L’edonismo è invece il tratto caratteristico di un buon 30% di consumatori giovani adulti (28-45 anni) che ha scoperto il vino quale alternativa più sofisticata e interessante da consumare prevalentemente a cena o come aperitivo. Per questo target il vino ha un appeal socio-culturale elevato. Tanto che leggono, si informano, approfondiscono le nozioni,  attraverso le guide, le riviste specializzate, soprattutto la rete, ma si muovono anche sul territorio alla scoperta sia dei nomi importanti sia del piccolo produttore di nicchia.
Amano sperimentare, ricercano vini particolari, si muovono liberamente nell’ambito del biologico e del vino naturale e non hanno timore di esplorare regioni o provenienze diverse dal solito. Tramontano i vini del Sud e sono in crescita quelli del Centro Italia, tendenzialmente bianchi o frizzanti (in questo caso l’area di riferimento è il Nord Est con il sempreverde Prosecco). In loro è residuale l’interesse per i vini esteri.
Dal punto di vista sociologico sono guidati dal capobranco, vale a dire chi, nei gruppi di amici, è più esperto e detta la tendenza. Gli altri seguono. È un target dichiaratamente conoscitore, ma non ha mai messo piede in una vigna, ciò che ne fa un segmento volubile e difficile da capire e indirizzare. La presenza femminile è interessante, soprattutto quando si parla di aperitivo. In questo caso i consumi si indirizzano verso vini frizzanti, rosati, bianchi come base per cocktail: il Prosecco li ha intercettati molto bene.
L’anello debole per questo target è che chi sta dall’altra parte del banco, serve e propone vino ha un livello di competenza inferiore e non è in grado di fare emergere la complessità dei valori che permeano il vino in quanto prodotto. Una gran parte di questi operatori non è in grado di supportare iniziative di degustazione, di assaggi, di proporre gli abbinamenti giusti. Tanto più che i produttori di vino sono frazionati e non hanno la possibilità di gestire il territorio e organizzare eventi di questo tipo.

Esperti e wine lovers
L’ultimo gruppo di consumatori sono gli esperti e i wine lovers, che il vino lo conoscono da tempo e hanno un rapporto molto intenso. Scendono in profondità a livello di cantina, di annata e di cru.
Per loro, giovani adulti e seniores, per lo più maschi di buon livello socio-culturale, vino e cibo vanno di conserva. Anzi il ristorante viene scelto in base alla ricchezza della carta dei vini (e quando la cantina è ampia e profonda, anche la cucina è di valore). Hanno una frequentazione assidua con l’alta ristorazione italiana e in parte con quella internazionale. Per loro il vino è fondamentalmente rosso. Coltivano anche rapporti con i produttori, fino a diventare dei veri e propri influenzatori.

Le prospettive
Il value for money è destinato a soffrire nel corso del tempo, sia per il crescere dell’età, sia per l’emergere dei valori di salute, benessere. In quest’area di consumo il rischio è che la difesa dei volumi da parte delle aziende garantendo i margini, tenda ad abbassare il livello qualitativo medio percepito dai consumatori, con la conseguenza di non avvicinare nuovi consumatori e costruire il ricambio.
Nel caso degli edonisti le prospettive sono positive dal punto di vista dei consumi, ma il tema della preparazione degli operatori diventa centrale, così come una certa volubilità del target richiede di lavorare un po’ di più sul vestito del vino, sul packaging, sull’etichetta.
Il segmento dei wine lovers beneficerà di uno sviluppo internazionale e di uno spostamento verso l’area del lusso, ma facendo attenzione al fatto che è un segmento limitato e ad alto valore, quindi potenzialmente critico.
Un’ultima annotazione su alcune questioni aperte per i produttori e i distributori.
Qualcuno sta pensando ad affrontare i ristoranti internazionali che si stanno diffondendo nel nostro Paese, dove il vino è ancora marginale?
La ristorazione intermedia può intercettare con vini a prezzi ragionevoli gli edonisti e anche i wine lovers oppure l’equazione “buona cucina uguale vini costosi” è inamovibile”?
Infine, esiste un pericolo ricambio di consumatori? Qualche insegnamento può arrivare dalla birra artigianale che un po’ di spazio al vino lo sta togliendo, parlando soprattutto ai più giovani.

Lavazza è il caffé ufficiale del Padiglione Italia

16 aprile 2014 | Redazione

Il Padiglione Italia ha scelto Lavazza quale caffé ufficiale. Sarà un viaggio nell’aroma del caffé in abbinamento con altre eccellenze italiane ma anche un progetto formativo rivolto ai baristi degli...

Bar Camillo, il nuovo progetto di Lorenzo Antinori apre il 25 novembre 2026 nel Rosewood Hong Kong

06 novembre 2026 | Redazione

Alla base della nuova apertura c'è la collaborazione tra Lorenzo Antinori e Justin Shun Wah del Bar Leone e il team del Rosewood Hong Kong, tra cui l’amministratore delegato Hugo Montanari

Notizie correlate

Come cambia il food delivery: per l’85% degli italiani è un'alternativa alla cucina domestica, ma non al ristorante

06 novembre 2026 | Redazione

Una ricerca SWG per Deliveroo fotografa la rivoluzione (silenziosa) delle nostre cene: dal boom iniziale alla crescita costante di oggi, passando per la spesa online che conquista anche i piccoli centri

KFC insieme a Super G: due nuovi ristoranti a Cortina e Madonna di Campiglio

06 novembre 2026 | Redazione

L’apertura di due nuovi locali KFC amplia l'offerta in montagna per rispondere a pubblici, abitudini e desideri contemporanei tra gusto, musica, après-ski e atmosfere glamour

Anchor Bar sbarca in Italia con le Buffalo Wings originali

05 novembre 2026 | Redazione

Il marchio che ha dato il nome alle Buffalo Wings apre il mercato italiano con Incredible Truths! e Shibumi Digital. Al via la ricerca di partner distributivi per retail e ristorazione

Joe Bastianich firma l’esordio di JB Burger a Milano e del pastrami nel menu

04 novembre 2026 | Matteo Cioffi

Il concept di questa realtà ricalca il più fedelmente possibile quello di una classica hamburgheria americana. Oltre a Milano, l’obiettivo è essere presenti in diverse città della Penisola,

Italian Food Academy: parte il progetto B2B per le aziende della ristorazione

04 novembre 2026 | Redazione

La nuova Business Solution non si limita alla formazione in aula, ma prevede un modello di partnership con le aziende che comprende placement e tirocini, formazione aziendale, borse di studio e sponsorship, possibilità di diventare Ambassador e sede ufficiale IFA e attività di co-marketing ed eventi

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 390 Supplemento - Coffee Trend 2027
10 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati