L'economia circolare traina il fatturato di Distilleria Castagner

A trainare la crescita della Distilleria Catagner è l’economia circolare: il fatturato è passato dai 13,60 milioni di euro del 2021 agli oltre 15 milioni del 2022 per arrivare a superare i 16 milioni...

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A trainare la crescita della Distilleria Catagner è l’economia circolare: il fatturato è passato dai 13,60 milioni di euro del 2021 agli oltre 15 milioni del 2022 per arrivare a superare i 16 milioni nel 2023. La grappa vale ancora il 70% del fatturato, ma oggi un buon 30% è rappresentato dalla valorizzazione dei sottoprodotti che da soli sono cresciuti, negli ultimi due anni, del 55%.

La circolarità diventa così anche un vantaggio economico per la Distilleria Castagner che da anni investe sulla sostenibilità e sull’autosufficienza energetica grazie alla valorizzazione delle materie residue della distillazione.

«Con la farina da buccia d'uva realizziamo biocombustibile per l'autoconsumo e l'eccedenza viene venduta ai mangimifici per la produzione di cibo per animali, i vinaccioli vergini (estratti prima della fermentazione delle uve bianche) per le loro proprietà vengono utilizzati nell'industria farmaceutica e cosmetica, i vinaccioli da uve rosse, dopo la distillazione, sono invece venduti agli oleifici che ricavano l'olio di semi d'uva. Questi business sono cresciuti, negli ultimi due anni, di un milione di euro» spiega Roberto Castagner, il fondatore della distilleria di Vazzola.

Nel frattempo il mercato della grappa registra una leggera flessione del 2,9%, ma il brand Castagner cresce del 3%. «Le prospettive più interessanti sono rappresentate dai mercati esteri dove la grappa invecchiata sta iniziando ad essere apprezzata al pari del cognac e dove, nei prossimi 5 anni, prevediamo di triplicare il fatturato» precisa Castagner.

La distilleria veneta ha inoltre studiato soluzioni per immettere sul mercato delle bottiglie più leggere e quindi più sostenibili perché riducono le emissioni di Co2 portando il loro peso da 800 a 600 grammi con un risparmio del 30% di vetro, preservando al contempo l’aspetto estetico, elemento molto importante nel settore dei distillati. «Sul piano dell'efficientamento energetico - aggiunge Castagner - oggi siamo in grado di coprire il 25% del nostro fabbisogno di energia elettrica grazie all'installazione di impianti fotovoltaici che saranno ulteriormente implementati nel 2024 per arrivare a coprire il 35/40% di quanto consumiamo».

Roberto Castagner ha una visione chiara della strada da seguire nel segno del principio “zero waste” per valorizzare, attraverso il riutilizzo, le materie eccedenti derivate dalla produzione dei suoi pregiati distillati. La grappa, infatti rappresenta già di per sé il recupero di una materia prima: le bucce d'uva che arrivano in distilleria dopo la vinificazione. «Realizzare un’autentica economia circolare è per noi doveroso non solo per contrastare l’emergenza climatica, ma anche per limitare l'impatto degli aumenti delle materie prime sul consumatore finale» conclude Castagner.

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