Dal Fancy Food Show parte la sfida dell'agroalimentare italiano per difendere il mercato Usa

Dal vino all'olio, dalla pasta ai formaggi fino alle specialità regionali, il messaggio emerso dalla fiera è chiaro: consolidare le posizioni acquisite diventa oggi una priorità.

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Il Summer Fancy Food Show di New York si conferma la principale vetrina dell'agroalimentare italiano negli Stati Uniti. Il Sole 24 Ore racconta come, nell'edizione 2026, istituzioni e imprese abbiano utilizzato la manifestazione per rilanciare la presenza del Made in Italy in un mercato che vale oltre 8 miliardi di euro di esportazioni e resta il primo sbocco extraeuropeo per il settore. Dal vino all'olio, dalla pasta ai formaggi fino alle specialità regionali, il messaggio emerso dalla fiera è chiaro: consolidare le posizioni acquisite diventa oggi una priorità, in un contesto segnato dall'incertezza sui dazi, dalla crescente concorrenza internazionale e dal fenomeno dell'Italian sounding. Non a caso il Fancy Food Show è stato anche il palcoscenico di incontri istituzionali e iniziative promozionali dedicate alla tutela delle produzioni autentiche. È anche una lezione per il beverage italiano. Il valore del Made in Italy non dipende soltanto dalla qualità delle produzioni, ma dalla capacità di raccontarle e difenderle nel tempo. Se l'Italia vuole mantenere la leadership conquistata negli Stati Uniti, dovrà continuare a investire non solo nell'export, ma anche nella costruzione di una cultura del prodotto. Perché il vero concorrente non è soltanto un vino o un formaggio straniero, ma qualsiasi imitazione capace di sembrare italiana senza esserlo.

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