Curaçao, lo spirito dell'arancia

Curaçao sono liquori ottenuti dall’infusione in alcol di bucce di arancia con l’aggiunta di spezie e zucchero ad oggi prodotti in molte parti del mondo, ma la storia di tale liquore può far riferiment...

Condividi l'articolo

Curaçao sono liquori ottenuti dall’infusione in alcol di bucce di arancia con l’aggiunta di spezie e zucchero ad oggi prodotti in molte parti del mondo, ma la storia di tale liquore può far riferimento alla scoperta di un isola a sud del Mar dei Caraibi nell’Arcipelago delle Antille, da parte di un tenente della flotta di Cristoforo Colombo – Alonso de Ojeda – il quale approdò nel 1499 in questa piccola landa di terra già abitata da una tribù di indiani, gli Arawak.
Come per tutte le isole e territori del “nuovo mondo”, gli spagnoli (che colonizzarono l’isola di Curaçao solo nel 1526) cercarono di sfruttare questa terra per la coltivazione anche di piante europee, tra le quali gli aranci di Valencia, classificati poi con il nome di Citrus Aurantium Curassuviensis – Laraha in lingua autoctona dell’isola.
Gli aranci di Valencia in Europa erano tipici per i loro frutti ricchi di un succo molto dolce, ma già dai primi raccolti, gli spagnoli si accorsero che il clima e il suolo dell’isola di Curaçao rendevano questi frutti completamente diversi dal paese di origine: molto più amari e poveri di succo, tanto da spingerli ad abbandonarne la coltivazione perché immangiabili. Nonostante questo, la pianta continuò a diffondersi nell’isola.
Dal 1634 l’isola passò sotto l’egemonia degli olandesi (Curaçao fa ancora oggi parte del Regno d’Olanda) che resero l’isola un importante punto di collegamento per il commercio, lo smercio e l’esportazione in Europa di prodotti tipici caraibici.
Alcuni decenni dopo, qualche coltivatore si rese conto che le bucce di arance Laraha raccolte ancora verdi non mature  (buccia di grande spessore) lasciate essiccare al sole erano in grado di sviluppare grandi fragranze grazie agli oli essenziali.
Da lì a breve tali bucce vennero utilizzate, per ottenere quello che ancora oggi in tutto il mondo viene chiamato Liquore Curaçao, reso noto grazie alla famiglia Senior, forse la prima nella produzione di larga scala nel 1886, seguita poi da molti altri produttori.
Tali bucce venivano incise in quattro sezioni, esposte al sole dai tre ai cinque giorni (a volte settimane) e quando asciutte messe in infusione in alcol e acqua all’interno di sacchi di iuta. L’infusione poteva durare dai 2 ai 5 giorni in base al prodotto che si voleva ottenere più o meno intenso di carica aromatica, per poi essere filtrato e distillato.

Il Blue Curaçao
Il prodotto finale risultava come un liquore dal colore per lo più trasparente, a volte ambrato o colorato più o meno in base ai giorni di infusione nell’alcol, e (leggenda parla) a volte blu, di un colore intenso che venne poi denominato Blue Curaçao, tanto da diventare quasi un segreto di alcune aziende nelle tempistiche di infusione.
Al termine della distillazione l’alcolato veniva diluito in acqua (anche di fiori d’arancio) e aggiunta di zucchero.
Il prodotto denominato Curaçao des Iles entrò facilmente nei salotti europei grazie alla sua fragranza delicata e alla moda dell’utilizzo di prodotti d’oltremare, utilizzato dai Metre Liquoriste nella miscelazione nelle due tipologie principali: Triple sec (incolore e con volume alcolico intorno al 40%) e Orange Curaçao (colorato e con volume alcolico in percentuali minori).
Tra i più grandi e importanti produttori europei di liquore ottenuto grazie all’infusione di bucce di arance arrivarono poi per primi i francesi con prodotti ritenuti differenti - forse erroneamente - dagli originali Curaçao come il Triple Sec Cointreau (Edouard Cointreau-1875) nella distilleria di famiglia posta in un punto importante della Francia, ad Angers vicino al porto di Nantes nel quale ci si poteva rifornire di prodotti tipici provenienti dai Caraibi come le stesse arance, e il Grand Marnier (della famiglia Marnier-Lapostolle – 1827 – resa famosa per l’utilizzo di un distillato oggi considerato nobile, ma allora poco noto, il Cognac, e che grazie a Louis Alexandre venne addolcito e aromatizzato attraverso l’utilizzo delle bucce di arancia).
Ad oggi le aziende che producono tale prodotto, differenziandolo in Triple Sec, Orange Curaçao, Green Curaçao, Blu Curaçao (che possono differire nel tenore alcolico non tanto nell’aromatizzazione e colorati grazie a coloranti alimentari) sono svariate, come il suo utilizzo e consumo, da semplice bevanda liscia da frigo o con ghiaccio, a modificatore in piccole quantità dei picchi alti di un distillato - andandolo ad arrotondare - nella preparazione di cocktail, fino all’impiego in cucina accompagnandolo a determinate tipologie di dolci come le crêpe.

Concluso il dc Campus 2013

15 maggio 2013 | Redazione

La seconda edizione del dc campus ha visto una Massiccia partecipazione di finalisti di World Latte Arte e World Coffee in Good Spirits provenienti da molti Paesi europei e dal Brasile. Organizzato da...

Bar Camillo, il nuovo progetto di Lorenzo Antinori apre il 25 novembre 2026 nel Rosewood Hong Kong

06 novembre 2026 | Redazione

Alla base della nuova apertura c'è la collaborazione tra Lorenzo Antinori e Justin Shun Wah del Bar Leone e il team del Rosewood Hong Kong, tra cui l’amministratore delegato Hugo Montanari

Notizie correlate

The Bartenders Society 2026: vince il danese Caspar Mønniche

05 novembre 2026 | Redazione

Il bartender danese ha trionfato a Bordeaux un anno dopo il secondo posto, superando i finalisti di 17 Paesi in una competizione dedicata alle spezie

Nordés, la terza edizione di The Atlantic Magic Collection in onore della Galizia

05 novembre 2026 | Redazione

La nuova limited edition celebra il sapere tramandato di generazione in generazione che ha plasmato l'identità delle coste galiziane

Coppa Casoni: parte la terza edizione con il tema “Roots”

03 novembre 2026 | Redazione

Le tre tappe italiane si svolgeranno a Torino il 9 novembre, a Firenze il 16 novembre e a Lecce il 24 novembre. La finale si terrà il 15 dicembre a Roma

Molinari Extra Challenge, la sambuca conquista la mixology internazionale

30 ottobre 2026 | Vittorio Ferla

Vince Pietro Iacca, dell’Old Fashion di New York, con il cocktail “Anima”. Marina Manfredi, marketing manager Molinari: «La Challenge è un investimento nella relazione con i bartender, non un evento isolato»

Odamar: arriva a febbraio la bevanda per la miscelazione ispirata alla chicha morada

30 ottobre 2026 | Giorgio Maggi

Nato da un'idea di Marco Zorzettig, la base è formata da mais morado sgranato a mano, una piccola percentuale di orzo maltato e un blend di spezie. Il risultato è una bevanda alcolica da 14% vol

Abbonati al magazine

Mixer Magazine 390 Supplemento - Coffee Trend 2027
10 2026

Mixer magazine ispira da 40 anni professionisti e imprenditori di nuova generazione nel mondo del fuori casa

Vuoi avere molto, molto di più? Registrati gratuitamente per avere accesso alle funzionalità avanzate
Registrati